breaking news

Cultura- Il circolo “Dino Risi” di Trani ha ospitato Davide Mancori per la presentazione del suo libro

18 ottobre, 2017 | scritto da Nicola de Lucia
Cultura- Il circolo “Dino Risi” di Trani ha ospitato Davide Mancori per la presentazione del suo libro
Cultura
0

Martedì 17 Ottobre 2017 presso il Circolo del cinema “Dino Risi” c’è stata la presentazione del libro “Tre mani di cinema” di Davide Mancori e Giovanni Lupi. Davide Mancori è un direttore della fotografia e produttore cinematografico italiano. Il suo papà era Sandro Mancori, anche lui direttore della fotografia, e anche i suoi fratelli  Alvaro, Guglielmo e Mario avevano questo ruolo professionale, e inoltre è vicepresidente dell’Associazione Italiana della Fotografia Cinematografica (A.I.C.) e membro della giuria del Premio David di Donatello.

 

In questo libro Davide Mancori racconta attraverso il filtro del cinema il suo rapporto con il papà, che è stato ricco di tensioni e di sfide e che voleva far avvicinare anche lui al palcoscenico del cinema, ciò che Davide in realtà non voleva, nonostante la sua famiglia ha fatto di questa passione un vero e proprio stile di vita. Il titolo di questo libro nasce anche dal fatto che un giorno Davide era nella sua stanza ed era davanti ad una scatola, che gli aveva fatto percepire la voce di suo padre, che non era più in vita, e al suo interno c’erano diverse immagini che traevano Sandro Mancori e altri attori (tra i quali era presente anche Totò).

 

Proprio da qui è nata l’idea di proseguire quella che è stata ed è ancora oggi una tradizione di famiglia (non dimentichiamoci che suo zio Alvaro ha creato il villaggio western alla Elios). Prima di cimentarsi con la macchina da presa, anche Davide ha avuto dei ruoli nei film come personaggio, ad esempio nella sua prima apparizione ricopriva la figura di un bambino piccolo in un film western. Infine c’è stato un pensiero riguardo all’A.I.C. sul discorso del riconoscimento del diritto d’autore per i direttori della fotografia, che purtroppo in Italia non è riconosciuto a differenza dell’Europa che da un giusto valore a questa figura lavorativa che mette a disposizione il proprio ingegno e la propria creatività.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *