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Trani – Il grido di dolore del parcheggio della stazione. VIDEO

15 dicembre, 2017 | scritto da Antonella Loprieno

E’ da tempo che in città non se ne parla, ma dopo l’intervista rilasciata dal sindaco di Trani, Amedeo Bottaro a BAT magazine, abbiamo deciso di recarci sul posto e di documentare qual è la situazione attuale del parcheggio sotterraneo di via XX settembre. meglio conosciuto come il parcheggio della stazione. Un’opera incompiuta da ben 24 anni e che, come documentano le immagini, continua a gridare tutto il suo dolore.
Un dolore dovuto a difetti di natura strutturale come infiltrazioni d’acqua e il mancato rispetto di alcune norme di sicurezza che ne impedisce l’apertura.
Il sindaco ha dichiarato che ci sono delle novità, ma in città in molti sostengono di aver gia sentito più volte una affermazione del genere da parte dei rappresentanti comunali che negli anni si sono succedute.

Ma torniamo indietro nel tempo, al progetto dell’autorimessa sotterranea in piazza XX settembre ai sensi della legge n. 122 del 24 marzo 1989 (legge Tognoli), a firma dell’ing. Franca Nolasco, approvato poi il 17 dicembre 1993 con parere favorevole della commissione edilizia comunale. Successivamente, con deliberazione della commissione straordinaria n. 601 del 23 dicembre 1993 è stato definitivamente approvato il Progetto esecutivo dei lavori di costruzione del parcheggio in terrato multipiano.
Il parcheggio, realizzato con i fondi della legge Tognoli, si sviluppa su una superficie lorda di 3.300 mq, su due livelli interrati che possono ospitare 350 posti auto. I collegamenti con l’esterno sono assicurati da una doppia rampa circolare e da due scale dotate di un ascensore.
La superficie esterna del parcheggio è caratterizzata dalla presenza di una fontana monumentale centrale con, al centro, la statua in bronzo di San Francesco, realizzata dall’artista Giuseppe Antonio Lomuscio, e da due porticati circolare
Sono trascorsi 24 anni dall’inizio dei lavori e il parcheggio resta ancora incompiuto. Solo un cancello di ferro oggi impedisce che diventi rifugio per i senzatetto e per i tossicodipendenti, non impedisce il proliferare di erbacce e l’accumulo di rifiuti di ogni genere.

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