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Il potere curativo dei cibi (parte seconda)

1 marzo, 2018 | scritto da Redazione
Il potere curativo dei cibi (parte seconda)
A star bene si impara
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“Qual è quella pianta che può contendere il primato con l’ulivo? E qual è quella vivanda che non abbia bisogno del condimento che essa di continuo esprime e che rende delicata e soave qualsiasi vivanda?” scriveva il poeta latino Virgilio (7-19 a.C.).

La superiorità dell’olio di oliva rispetto ad altri grassi sta nell’equilibrio dei suoi componenti, infatti, a differenza dei grassi animali, quelli dell’olio d’oliva sono quali al 90% grassi insaturi, non determinano cioè accumulo di colesterolo nel sangue e hanno anzi un’azione protettiva sulle arterie.

Seppure l’olio d’oliva assuma diverse denominazioni (regolamentate con il regolamento n. 1915 del 12987) secondo la qualità come extra vergine di oliva (e.v.o.), d’oliva vergine, d’oliva vergine corrente, d’liva vergine lampante, di oliva raffinato e di sansa d’olivaper noi esperti della nutrizione esiste solo OLIO EXTRA VERGINE D’OLIVA, detto ora più comunemente E.V.O., come scelta sulle nostre tavole. L’olio evo ha un gusto assolutamente perfetto e la sua acidità non deve superare l’1%.

Olio evo, usato a crudo, è stato definito persino “elisir di lunga vita ”grazie alle sue innumerevoli caratteristiche protettive sul nostro corpo e sulla sua relativa funzionalità. Fortemente digeribile, se assunto nelle opportune quantità, contribuisce alla prevenzione di cancro al colon, al seno e alla laringe ma non solo, contribuendo all’innalzamento del colesterolo HDL (high density lipoprotein detto “buono”) ha un forte effetto benefico a livello cardiocircolatorio.

Quindi, rifacendoci al primo articolo pubblicato, il giusto motto sarebbe: “una giusta quota di olio evo a crudo al giorno toglie il medico di torno “…..
Altro alimento super nella nostra alimentazione è il RISO, uno dei cereali da sempre alla base dell’alimentazione dell’uomo asiatico, i quali lo utilizzavano grezzo; con l’arrivo degli europei, la lavorazione del riso subì quello che oggi viene ritenuta la causa della perdita di valore di questo cereale (come di altri), cioè la “raffinatura” e lo “sbiancamento”, metodiche utili a rendere il prodotto più presentabile e gustoso ma compromettente per quanto concerne le qualità intrinseche a questo eccezionale alimento. Alimento molto digeribile, il riso, resta per questo caposaldo di una “dieta di ripresa” , in quanto i carboidrati in esso contenuti presenti sotto forma di amido, hanno la caratteristica di essere formati da grani molto piccoli e perciò facilmente aggredibili dai succhi gastrici.

Oltre a questo, esperimenti condotti da ricercatori giapponesi hanno dimostrato che dopo un pasto a base di riso si verifica un aumento di leucociti e di linfociti, particelle del sangue preposte alla difesa dell’organismo. La quasi totale assenza di sodio nel riso lo rende altresì indicato nelle diete povere di sodio utili in caso di ipertensione o nell’alimentazione pediatrica.
Resta chiara però il concetto che la ricerca dello star bene non vive nella forza del singolo alimento ma dall’0associazione equilibrata e varia dei vari alimenti sani.

Dott. STEFANO CORATELLA

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