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Andria in pre-dissesto finanziario, Zaccaro: “Giorgino è soltanto un vile codardo”

31 agosto, 2018 | scritto da Alessandro Falcetta
Andria in pre-dissesto finanziario, Zaccaro: “Giorgino è soltanto un vile codardo”
Economia
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Con 20 voti a favore e le opposizioni assenti, mercoledì a Palazzo San Francesco si è votata la procedura di pre-dissesto

Indubbiamente una notizia che non ha fatto assolutamente piacere ai cittadini andriesi, tuttavia meglio tardi che mai.
Il Comune di Andria in pre-dissesto finanziario, ed adesso si attende il piano di rientro dei conti da parte della stessa maggioranza. Andiamo a vedere le reazioni, durissime sia da una parte che dall’altra.

Sabino Zinni(PD): “E così il predissesto finanziario del Comune di Andria è stato votato. È stato votato dai 20 consiglieri di maggioranza, in un’aula con le opposizioni praticamente assenti. Questa immagine resti ben chiara perché vuol dire che la maggioranza di centro-destra, con il suo voto, ha ammesso di aver sperperato soldi degli andriesi per anni, e la stessa maggioranza è quella che preparerà un piano per aumentare le tasse ai cittadini e tagliar loro i servizi, entro 90 giorni. È finita con i prossimi 20 anni di debiti che dovremo pagare tutti noi: penso che possa bastare così”.

Vincenzo Coratella(M5S): “Loro sono i “CAPACI”! Adesso la colpa è dei dipendenti? Prima hanno smantellato l’ufficio tributi, poi danno la colpa agli uffici? I consiglieri di maggioranza si ripresenteranno alle elezioni e vi diranno che la colpa è di Giorgino!
NIENTE DI PIÙ FALSO!
Sono loro che con i loro voti in aula hanno accettato tutte le decisioni del sindaco!
Senza i loro voti il sindaco sarebbe caduto tempo fa! Sono loro la causa del disastro!
Cari consiglieri mostrate un po’ di coraggio (se ne avete), dimettetevi tutti e ponete fine a questo scempio!”

Ancora più duro Vincenzo Zaccaro(ex sindaco di Andria di centrosinistra) che sui social network scrive: “Giorgino è soltanto un vile codardo: non ha avuto neanche il coraggio di affrontare il contraddittorio con qualcuno delle passate amministrazioni, che gli avrebbe spiegato di come corretta fosse la conduzione contabile che he troato e di quali disastri fosse stato lui artefice. Ci penserà la Corte dei Conti, che spero gli pignori anche i chiodi del muro di casa! Quando sono andato via, vi era una “cassa” di 44 mila euro, e non vi erano debiti!”

Come detto, oltre alle critiche dell’opposizione, sono arrivate anche quelle dall’interno della stessa maggioranza di centrodestra, che nelle persone di Laura Di Pilato (FI), Antonio Campana (Lega), Benedetto Fucci (Noi con l’Italia) e Egidio Fasanella (IDEA), ha espresso tutto il suo disappunto con una nota stampa di qualche minuto fa:

“L’approvazione in Consiglio Comunale del Piano di riequilibrio finanziario pluriennale, a seguito dell’accertamento dei mancati equilibri in sede di assestamento di bilancio, rappresenta certamente uno spartiacque fondamentale per la vita politico-amministrativa della città di Andria.
L’approvazione di questo atto, sicuramente dovuto per senso di responsabilità politica nei confronti della città, è finalizzato a far emergere in maniera chiara e trasparente la reale situazione debitoria dell’Ente, ad oggi purtroppo ancora indefinita e la cui situazione di criticità finanziaria è stata più volte sollevata dal Settore Finanziario nonché dal Collegio dei Revisori dei Conti, senza considerare i reiterati e gravi richiami della Corte dei Conti, pervenuti anche in questi giorni e di cui non abbiamo ancora piena contezza.
Una questione deve essere chiara e netta: l’approvazione di questo provvedimento non è un atto di fiducia al Sindaco ed all’Amministrazione Comunale da lui presieduta, anzi.
Non saremo spettatori disinteressati nei prossimi 90 giorni, ma attori protagonisti con proposte concrete in grado di incidere realmente su questo Piano, senza che siano i cittadini a pagare il prezzo più alto di errori ed omissioni non certo addebitabili a loro, ma ad una gestione quanto meno distratta, per usare un eufemismo.
Non accetteremo proposte “precotte”, tanto meno accetteremo maldestri tentativi di eludere la realtà attraverso misure “tampone”, come fatto fino a questo momento con esiti pressochè disastrosi.
Purtroppo, nell’intervento del Sindaco Giorgino durante il Consiglio Comunale del 29 Agosto scorso, non abbiamo constatato una minima parola di scuse alla cittadinanza, tanto meno un suo deciso cambio di passo rispetto ad un “modus operandi” discutibile, bensì un ulteriore arroccamento ed una elusione di evidenti responsabilità politiche con il solito giochino dello scaricabarile su altre componenti politiche o amministrative.
A maggior ragione non ci spaventano le cicliche e, ormai, non più credibili, “minacce” di sue dimissioni, anche perchè lo stesso Sindaco ha sempre declamato in più sedi che la politica deve essere un servizio, anche pro-tempore, non già una professione.
La prima, utile, proposta concreta che ufficializziamo oggi è quella che riguarda il taglio di 4 assessorati su 9, con la piena operatività della Giunta a 5 assessorati più il Sindaco, nonché la riduzione dell’indennità mensile per il Sindaco stesso ed il Presidente del Consiglio Comunale.
La politica deve dare il primo, forte, segnale ai cittadini andriesi. Iniziando da se stessa.
Le indennità hanno un costo mensile per i cittadini, non si possono mantenere deleghe assessorili prive di piena operatività, alla vigilia di una fase in cui si chiederanno presumibilmente notevoli sacrifici ai cittadini stessi e dove serviranno, altresì, figure all’altezza del difficile compito che aspetta l’Amministrazione, professionalmente preparate e, sopratutto, credibili ed irreprensibili.
Ogni assessore, dunque, ha un costo per il contribuente andriese. Se si riesce a ridurre di 4 componenti la Giunta, si potrebbe generare un rilevante risparmio annuale che potrebbe consentire all’Ente di mantenere in piedi servizi indispensabili che, diversamente, rischiano di essere soppressi o ridotti nel migliore dei casi.
Questo centrodestra ha il dovere di riconnettersi con la comunità andriese, colmando quel deficit di fiducia che in questi anni si è alimentato soprattutto per la miopia di alcune tra le sue figure più apicali, che con il passare degli anni hanno perso il contatto con la realtà circostante, chiudendosi nel “bunker” di Palazzo San Francesco, oggi assediato per diversi motivi.
Questo stato di cose lo abbiamo denunciato più volte in passato, rimanendo inascoltati.
Tocca a noi, adesso, riprendere quella narrazione con la città, esprimendo le forze più sane, competenti e rette per le nuove sfide che ci attendono per il prossimo futuro”

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