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Andria – Libere Associazioni Civiche: “La sfiducia all’Amministrazione Comunale deve venire dal popolo”

4 Ottobre, 2018 | scritto da Alessandro Liso
Andria – Libere Associazioni Civiche: “La sfiducia all’Amministrazione Comunale deve venire dal popolo”
Attualità
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Dopo il vano tentativo dei consiglieri comunali pentastellati, datato 3 ottobre, di sciogliere il consiglio e quindi far cadere l’amministrazione Giorgino, prende la parola il Comitato Civico Cittadino di Partecipazione Sociale denominato “Libere Associazioni Civiche Andriesi” in merito alla situazione.

La politica ad Andria continua a fallire e nonostante le iniziative di presa d’atto di un punto di non ritorno, con l’Ente in una disastrosa seppur prevedibile condizione di pre-dissesto finanziario che non si sa ancora come andrà a finire, la barca continua a navigare con la vela a brandelli, controcorrente rispetto alle esigenze dei cittadini con tagli ai servizi primari.

Non conosciamo ancora quali siano i risultati dell’ultimo censimento in materia di indice di gradimento di Sindaci ed amministratori locali ma di certo quei dati, riferibili ad Andria, non sarebbero per nulla né edificanti né gratificanti, per nessuno dei consiglieri seduti sugli alti scranni di Palazzo San Francesco. Se la politica continua a fallire non si può certo restare con le mani in mano quindi la sfiducia deve venire dal Popolo perché questo dice la democrazia” – pungenti e dirette le dichiarazioni dei Rappresentanti delle Libere Associazioni Civiche Andriesi.

“La misura è colma e se l’Amministrazione comunale non dovesse assumere un provvedimento urgente di dimissioni immediate allora sarà nostro compito di cittadini e dovere civico sollecitare in tutti i modi le azioni democratiche per evidenziare la drammaticità della situazione ad Andria, non solo dal punto di vista economico- finanziario ma anche sociale e di perdita di identità territoriale – afferma il Referente Mimmo Muraglia – Se invece questi amministratori veramente vogliono riparare ai tanti errori di malgoverno di questi anni allora che rinuncino da subito a qualsiasi emolumento, compenso e stipendi per lavorare al servizio della Comunità dimostrando di amarla. In caso contrario sarebbe solo un perdurare di un accanimento finalizzato unicamente a continuare a spolpare un osso ormai scarno, ai danni dei cittadini”.

Dal canto suo il signor Vincenzo Santovito, da sempre impegnato per il bene comune dei sui concittadini, dichiara: “Al comune di Andria si continua a raschiare il fondo del barile. La voglia di dissenso democratico dei Cittadini deve avere il giusto sfogo e non può essere represso forzatamente, come accaduto in altre occasioni. E’ accaduto il 21 ed il 28 luglio 2011 ed ancora il 9, 10 e 11 dicembre 2013 quando quegli stessi amministratori hanno ignorato il grido di dolore della città riunitasi in piazza e sotto palazzo San Francesco, facendo finta di nulla e continuando a fare danni che hanno poi portato al dissesto attuale. Se proprio si vuole evitare un’ultima, grandiosa manifestazione popolare, che siamo anche pronti a sostenere, allora l’Amministrazione comunale, con i suoi massimi rappresentanti, scenda lei in piazza e dica ai cittadini quale presente e quale futuro li attende. Non siamo disposti ad assistere passivamente ai giochi della politica perché abbiamo visto, anche nelle ultime ore con iniziative fallite, che di coscienza politica ad Andria non ne esiste e la democrazia è un superfluo esercizio del potere”.

Nel corso dell’incontro tenutosi la mattina del 4 ottobre ad Andria, altri esponenti del Circuito Libere Associazioni Civiche hanno espresso il loro pensiero.

L’analisi finale è stata del Coordinatore Generale Savino Montaruli il quale ha sintetizzato la serie di interventi che si sono succeduti dando nuovo appuntamento nei prossimi giorni quando arriveranno i dati definitivi sui servizi indispensabili e primari che saranno definitivamente soppressi nella città di Andria. “I danni sociali ed occupazionali, che nessuno ancora immagina, saranno di portata storica e potrebbero scatenare realmente una reazione popolare impressionante che poi sarebbe difficile da controllare e da gestire.

Chi legge sa di cosa stiamo parlando quindi ognuno ne tragga le conseguenze” – ha concluso Montaruli.

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