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Caso Cucchi: parla l’andriese Riccardo Casamassima minacciato e trasferito dopo testimonianza. IL VIDEO

11 ottobre, 2018 | scritto da Damiana Dorotea Sgaramella

Fu un’azione combinata, prima un calcio violento e poi botte alla testa così forti che ho sentito il rumore“, è stata la conferma decisiva di Francesco Tedesco, carabiniere imputato di omicidio preterintenzionale nei confronti del geometra trentenne Stefano Cucchi, deceduto il 22 ottobre 2009 presso l’ Ospedale Sandro Pertini di Roma.

Un colpo di scena nella tragica vicenda, in cui è stato coinvolto anche l’appuntato andriese Riccardo Casamassima, il teste chiave che con la sua testimonianza ha fatto riaprire il processo sul decesso di Stefano Cucchi. In un video pubblicato nel giugno scorso, lo stesso Casamassima in divisa, aveva lanciato un appello per la sua drammatica situazione, subito dopo aver raccontato del pestaggio del geometra trentenne ad opera dei suoi colleghi.

Per aver fatto il mio dovere, come uomo e come carabiniere per aver testimoniato nel processo relativo a Stefano Cucchi, morto perché pestato dai miei colleghi, mi ritrovo a subire un sacco di conseguenze – aveva dichiarato l’appuntato -. Faccio appello ai ministri Salvini e Di Maio e al presidente del Consiglio Conte: mi ascoltino“.

Avevo manifestato le mie paure prima del processo del 15 maggio, paure che si sono concretizzate perché mi è stato notificato un trasferimento presso la scuola allievi ufficiali – aveva spiegato -. Sarò allontanato da casa e demansionato, andrò a lavorare a scuola dopo essere stato per 20 anni in strada. E’ scandaloso“. Il carabiniere, ha subito anche minacce senza ricevere alcun tipo di aiuto. “Mi appello alle cariche dello Stato, ai ministri Salvini e Di Maio e al presidente del Consiglio Conte: è giusto che una persona onesta debba subire questo trattamento? Mi stanno distruggendo. Mi recherò al comando generale per incontrare il nuovo comandante generale. Se non mi verranno date delle spiegazioni – aveva annunciato – sarò costretto ad andare in Procura e a denunciare quello che sta succedendo perché il processo Cucchi è ancora aperto e quindi una qualsiasi azione fatta nei miei confronti lo va a compromettere. Per giustificare il trasferimento lo motivano giudicandomi ‘poco esemplare e inadeguato al senso della disciplina’“.

Oggi mi sono emozionato nell’apprendere questa notizia….tutti i dubbi su di me sono stati cancellati. Signora Ministro io sono un vero carabiniere…”, ha scritto Riccardo Casamassima in un post pubblicato su Facebook qualche ora fa, rivolto alla ministra della Difesa, Elisabetta Trenta. “Io ho mantenuto fede al giuramento. Io sono degno di indossare la divisa. E io e la mia famiglia abbiamo e stiamo pagando la nostra scelta.  Io e la mia famiglia da oggi abbiamo centinaia di italiani con noi. Massima vicinanza al carabiniere Francesco Tedesco. Francesco oggi ti sei ripreso la tua dignità“.

 

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