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Barletta – Convegno “Il miglior rifiuto è quello non prodotto” nell’ambito della “Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti”. Foto

17 novembre, 2018 | scritto da dora dibenedetto
Barletta – Convegno “Il miglior rifiuto è quello non prodotto” nell’ambito della “Settimana Europea per la  Riduzione dei Rifiuti”. Foto
Attualità
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“Il miglior rifiuto è quello non prodotto”  è stato questo il titolo del convegno tenutosi stamane presso la sala rossa del castello di Barletta, nell’ambito della decima edizione della  “Settimana Europea per la  Riduzione dei Rifiuti” alla quale l’Amministrazione comunale, in collaborazione con l’Associazione culturale ScartOff,  ha aderito (dal 17 al 25 novembre 2018)  pruomuovendo il tema di quest’anno : “I rifiuti pericolosi”.

Il convegno, è stato l’occasione per dar risalto ai processi produttivi virtuosi e ai percorsi di economia circolare, introducendo  la nuova disciplina dei sottoprodotti, il D.M. 13 ottobre 2016, n. 264.  L’incontro/dibattito  ha visto come protagoniste le aziende che hanno scelto di dare una seconda vita al loro scarto, destinando al riuso gli sfridi di lavorazione.

Dopo i saluti istituzionali del  sindaco di Barletta, Cosimo Damiano Cannito , dell’assessore comunale all’Ambiente, Ruggiero Passero, del  Presidente della Camera di Commercio di Bari, Alessandro Ambrosi e del Presidente del Future Center Barletta, Francesco Divenuto, sono intervenuti: Michelina Rociola, Presidente dell’Associazione ScartOff Barletta, il  Consulente dell’Unione Europea e membro dell’Osservatorio Rifiuti Zero, Alessio Ciacci, l’Esperta in ricerca e comunicazione di politiche e azioni di prevenzione rifiuti, Irene Ivoi e il Segretario dell’Albo Nazionale Gestioni Ambientali per la Puglia, Dario Patruno.

“Bisogna conciliare i nostri stili di vita con le risorse presenti sul nostro pianeta –  ha commentato in mattinata  Alessio Ciacci, Consulente dell’Unione Europea e membro dell’Osservatorio Rifiuti Zero (RZ)  nonché ex assessore all’ambiente del comune toscano di Capannori – La strada verso la strategia RZ prevede la raccolta differenziata, il riciclo e il riuso e la normativa europea  è sempre più orientata al  recupero energetico e  allo smaltimento dei rifiuti premendo sul tema dell’economia circolare. Il riuso, cosi come il riciclo, riduce le emissioni inquinanti e il percorso  per la  strategia RZ non è di certo un’utopia, anzi sarebbe un’utopia pensare di poter continuare non adottando tale strategia. La raccolta differenziata prevede inoltre una tariffazione puntuale proporzionata ai rifiuti prodotti dai singoli utenti, oltre al fatto che tutto ciò che attiene la raccolta differenziata è in grado di poter creare nuovi posti di lavoro. L’accordo ANCI – CONAI (rinnovabile ogni cinque anni)  definisce la remunerazione economica per la raccolta differenziata da elargire a livello locale, difatti i Comuni possono ridurre il quantum dei rifiuti avvalendosi della filiera corta, promuovendo il diffondersi dei detersivi alla spina (riducendo la tassazione su chi opera questo tipo di attività), dei pannolini  lavabili ecc….  La strategia RZ – ha aggiunto Ciacci – favorisce anche il turismo considerando l’ottimo appeal degli eco alberghi e degli eco ristoranti che stanno adottando la strategia, riducendo “l’uso e getta” e trasformando gli scarti in cibo per animali. Ritornando alla tariffazione puntale, essa rappresenta uno step importante  verso la strategia RZ , un tipo di tariffazione di certo avvallata dall’Unione europea  e che prevede l’impianto di microchip all’interno dei bidoncini. Un’ economia circolare promossa dall’UE le cui leggi e modalità dovranno essere recepite dall’Italia entro il 2020.”

“L’economia circolare si pone l’obiettivo di ottimizzare e ridisegnare materiali e scarti nel mondo delle imprese, creando una simbiosi industriale tra le stesse aziende per ciò che concerne il riuso, tenendo ben presente che i rifiuti sono costi e non di certo risorse. C’è chi persino dai rifiuti di combustione ricava materiali per la pavimentazione outdoor – ha poi precisato Irene Ivoi  Esperta in ricerca e comunicazione di politiche e azioni di prevenzione dei  rifiuti –

Si è poi soffermato sul Decreto ministeriale 264 del 2016 (nuova disciplina dei sottoprodotti)  il segretario dell’Albo Nazionale Gestioni Ambientali per la Puglia, Dario Patruno; disciplina alla quale l’ eco-bottega  barlettana di artigianato e riuso creativo dei materiali di scarto, denominata “Scart Off” (co-organizzatrice dell’incontro)  fa ampio riferimento, essendo iscritta all’Elenco Sottoprodotti della Camera di Commercio n° UT000194.

I sottoprodotti sono quegli scarti di produzione che possono essere gestiti come beni e non come rifiuti, se soddisfano tutte le condizioni previste dalla legge (art. 184-bis del D.L.vo 152/2006), con grandi vantaggi economici e gestionali.

Infatti le attività economiche che impiegano sottoprodotti in luogo di materie prime convenzionali non hanno la necessità di acquisire le autorizzazioni, indispensabili, invece, per gestire i rifiuti. Ovviamente tutto ciò può comportare notevole risparmio di costi, ma solo se si osservano scrupolosamente tutte le seguenti condizioni:   l’oggetto è originato da un processo di produzione, di cui costituisce parte integrante, e il cui scopo primario non è la produzione di tale oggetto; è certo che l’oggetto sarà utilizzato in un successivo processo di produzione o di utilizzazione da parte del produttore o di terzi; l’oggetto può essere utilizzato direttamente senza alcun ulteriore trattamento diverso dalla normale pratica industriale. L’ulteriore utilizzo è legale, ossia l’oggetto soddisfa, per l’utilizzo specifico, tutti i requisiti pertinenti riguardanti i prodotti e la protezione della salute e dell’ambiente e non porterà a impatti negativi sull’ambiente o la salute umana.

“L’iscrizione nell’elenco dei sottoprodotti come produttori o come sottoutilizzatori  ricade nell’esclusiva responsabilità dell’impresa, infatti tra Bari e Bat abbiamo solo quattro imprese iscritte nell’elenco dei sottoprodotti – ha precisato Patruno – pertanto,  sembrerebbe che ciò è stato creato da  più di un anno fa  ( dal 12 giugno 2017 è attivo  l’elenco dei sottoprodotti istituito ai sensi dell’articolo 10 del Regolamento 13 ottobre 2016 n. 264.  ) stia fallendo, ma in realtà non è cosi, poiché ogni processo normativo ha i suoi tempi di gestione, un processo un po’ lento ma che può portare dei risultati encomiabili.” – ha infine precisato Dario Patruno –

Secondo appuntamento con la SERR 2018 domenica 25 novembre, alle ore 18, presso l’Associazione ScartOff, in via Rizzitelli 60, dove un workshop incardinato sul tema corrente, dal motto “Time to detox”, focalizzerà l’attenzione sui rifiuti pericolosi.

Dora Dibenedetto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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