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Andria – Sgominata associazione di trafficanti famiglia Pistillo-Pesce. I nomi dei 27 imputati. VIDEO

7 dicembre, 2018 | scritto da Alessandro Liso

Nelle prime ore di oggi, la Polizia di Stato e l’Arma dei Carabinieri, ad Andria, hanno eseguito 27 ordini di esecuzione pena (per complessivi 222 anni)  emessi dalla Procura Generale  della  Repubblica  presso  la  Corte  di  Appello  di Bari,  susseguiti  alla  decisione del 21.11.2018 della IV^ sezione penale della Suprema Corte  di  Cassazione  che  ha  confermato l’intero impianto accusatorio del processo a carico di ASSELITI Angelo + 32,  rendendo definitive le pesanti condanne emesse il 30.6.2017 dalla  Corte  di  Appello  di  Bari – 1^ sezione penale,  nei  confronti  di  27  imputati,  appartenenti  ad un sodalizio criminale armato dedito al traffico di sostanze stupefacenti operante nella città di Andria.

I provvedimenti sono stati eseguiti:

a cura dell’Arma dei Carabinieri, nei confronti di:

  1. BERNOCCO Savina di anni 42, anni 5 di reclusione;
  2. CAFIERI Leonardo di anni 46, anni 6 e mesi 8 di reclusione;
  3. CAFIERI Rosa di anni 45, anni 3 e mesi 1 di  reclusione;
  4. DI TRANI Addolorata di anni 58, anni 7 e mesi 4 di reclusione;
  5. FORESTI Paolo di anni 36, anni 6 e mesi 8 di reclusione;
  6. FORTUNATO Francesco di anni 55, anni 7 e mesi 4 di reclusione;
  7. LASORSA Francesco di anni 37, anni 7 e mesi 4 di reclusione;
  8. LOCONTE Felice di anni 44, anni 7 e mesi 4 di reclusione;
  9. MERRA Antonio di anni 35, anni 12 e mesi 6 di reclusione;
  10. MERRA Riccardo di anni 41, anni 6 di reclusione;
  11. PIGNATARO Antonio di anni 34, anni 24 e mesi 8 di reclusione;
  12. PISTILLO Annarita di anni 39, anni 5 e mesi 4 di reclusione;
  13. PISTILLO Francesco di anni 45, anni 30 di reclusione;

a cura della Polizia di Stato:

  1. ASSELITI Angelo di anni 45, anni 6 e mesi 8 di reclusione;
  2. DELL’ENDICE Pietro di anni 35, anni 8 e mesi 8 di reclusione;
  3. DI CEGLIA Giuseppe di anni 50, anni 6 di reclusione;
  4. DI CEGLIA Lorenzo di anni 46, anni 4 e mesi 4 di reclusione;
  5. LASORSA Savino di anni 40, anni 7 e mesi 4 di reclusione;
  6. LOVREGLIO Vincenzo di anni 35, anni 1 e mesi 2 di reclusione;
  7. MATERA Michele di anni 40, anni 7 e mesi 6 di reclusione;
  8. NOVELLI Camillo di anni 43, anni 3 e mesi 4 di reclusione;
  9. PESCE Salvatore Alessandro di anni 35, anni 13 e mesi 4 di reclusione;
  10. PIARULLI Riccardina di anni 40, anni 7 e mesi 4 di reclusione;
  11. PISTILLO Vincenzo di anni 47, anni 3 di reclusione;
  12. SMAANI Tarek, nato in Algeria, di anni 49, anni 5 e mesi 4 di reclusione;
  13. PORRO Saverio di anni 30, anni 6 di reclusione;
  14. RELLA Riccardo di anni 45, anni 8 e mesi 9 di reclusione.

Le attività investigative si sono concluse il 7 febbraio 2014 con l’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti degli esponenti di vertice ed i fiancheggiatori del clan “Pesce Pistillo”.

In particolare, la complessa indagine che è stata svolta dalla Polizia di Stato e dai Carabinieri,  ha ricostruito le attività illegali del gruppo criminale organizzato prevalentemente su base familiare, chiamato convenzionalmente gruppo “PISTILLO-PESCE”, continuativamente e stabilmente dedito al traffico illecito di sostanze stupefacenti, mediante acquisto di congrue scorte (dell’ordine di uno o più chili per tipo di sostanza), ripartizione in dosi così dette “da strada” e rivendita al minuto agli utilizzatori finali nel territorio della città di Andria.

Tale gruppo – composto prevalentemente da personaggi dediti da sempre ad attività illegali – si sarebbe strutturato nella sua attuale configurazione a partire dall’anno 2004 (con  permanenza sino alla data della richiesta di rinvio a  giudizio) per iniziativa e volontà di PISTILLO Francesco il quale, pur detenuto per gravi fatti di sangue a partire dall’anno 2000 (condannato irrevocabilmente  per  l’omicidio  dell’ex boss Agostino Pastore, avvenuto in  Andria  in data 24.9.2000), avrebbe fatto valere la sua autorità e preminenza gerarchica tramite i suoi familiari rimasti a piede libero (condannato irrevocabilmente  l’1.6.2012 per il  reato ex art. 416 bis  c.p., in  qualità  di  capo della  omonima associazione, nell’ambito  del  processo c.d. “Castel  del Monte” della  Procura  Distrettuale   di  Bari).

In particolare, l’associazione operava mediante:

– il procacciamento di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti finanziato mediante la creazione di una cassa comune;

– il controllo, anche con l’uso delle armi e con la forza intimidatrice derivante dal numero e dal personalità delinquenziale dei componenti del gruppo organizzato, di zone territoriali della città di Andria ove esercitare in maniera esclusiva l’illecita cessione al minuto di tali sostanze;

 – la formazione di squadre per lo spaccio al minuto, dotate di mezzi di trasporto e di comunicazione e con ripartizione di compiti tra coloro che detengono e cedono materialmente la droga, coloro che raccolgono i proventi illeciti e coloro che vigilano sulla zona di spaccio in qualità di vedette (chiamate, in gergo convenzionale, “bacchette”) le quali, attrezzate di efficienti apparati ricetrasmittenti, assicuravano protezione da eventuali azioni di contrasto delle Forze dell’Ordine;

– la tenuta di una accurata contabilità dei costi e degli introiti, con controlli incrociati tra i principali esponenti dell’associazione, allo scopo di assicurare una equa ripartizione dei proventi illeciti, nonché la corresponsione di quote di profitto anche ai promotori ed ai soci che si trovino o vengano a trovarsi in stato di detenzione.

L’associazione   operava prevalentemente nella zona del quartiere popolare  San Valentino  e    nella   parte  antica   della  città,  piazza Manfredi.

Il  procedimento in questione instauratosi presso la DDA di Bari, che ha coordinato le investigazioni si è formato dalla riunione degli atti di distinti e convergenti indagini e precisamente:

– quelli dell’indagine  iniziata  nel  settembre  del 2011  dalle dichiarazioni confessorie e collaborative  di  soggetti  di  vertice  della  associazione (cugini dei fratelli PISTILLO), poi sviluppate da personale della Squadra Mobile della Questura di Bari e del Commissariato della Polizia di Stato di Andria;

– quelli di altra precedente  indagine   sviluppata dai  Carabinieri  del Nucleo Operativo  della  Compagnia di  Andria, anch’essa, formata da più procedimenti riuniti – alla ricerca di riscontri esterni alle dichiarazioni di  alcuni collaboratori di giustizia intranei alla associazione criminale in argomento, che ha consentito l’acquisizione di prove documentali, rinvenimenti e sequestri di sostanze stupefacenti, armi ed altro materiale significativo a sostegno dell’impianto accusatorio.

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