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Spot CONAD: si scatena l’ira dei meridionali sul web

2 Gennaio, 2019 | scritto da Angela Ciciriello

Uno spot, quello mandato in onda dalla catena di supermercati Conad poco prima di Natale.

Un lancio fatto, a quanto pare, appositamente in prossimità delle festività per suscitare maggiore emozioni.

Lo spot invece più che emozioni positive ha scatenato l’ira della maggior parte dei meridionali o meglio dei “terroni” visto che per come è fatto questo sembrerebbe proprio l’appellativo più corretto per la GDO tra le più famose d’Italia.
Il video pubblicitario in questione (inserito nell’articolo) racconta di un giovane meridionale che il giorno di Natale riceve una chiamata in cui gli viene comunicata la tanto sognata assunzione.

Il ragazzo protagonista dello spot prepara subito la valigia, si presuppone quindi che il lavoro lo dovrà svolgere lontano dalla sua regione, sicuramente nel Nord Italia.
A quel punto sua mamma infila nella sua valigia anche del caciocavallo ed il figlio nel vederla la ammonisce dicendole che così le sue camicie puzzeranno tutte di formaggio.

Interviene quindi il padre che gli regala una card CONAD con la quale potrà acquistare tutto ciò che vuole, compresi i prodotti tipici dell’enogastronomia del Sud Italia.
Ecco, forse a qualcuno questa pubblicità avrà fatto sorridere, invece nel web si è scatenata l’ira di tantissimi meridionali indignati nel vedere un’immagine così stereotipata, retrograda e obsoleta da appartenere più a lontani ricordi dei primi del Novecento che alle più moderne ed innovative pubblicità.
A tutte queste polemiche, più che giustificate, noi vorremmo aggiungere che forse ce ne sono ancora di giovani che partono con qualche prodotto culinario della propria terra, ma sicuramente non è questa l’immagine che un’azienda di questo livello dovrebbe trasmettere, considerando tra l’altro che molto probabilmente nella stessa società CONAD i meridionali che ci lavorano sono davvero molti, tanto da chiedersi se il guru che l’ha ideata si sia chiesto se almeno loro l’avrebbero gradita, forse sarebbe bastato chiederlo proprio a loro.

E magari molti dei loro dipendenti, oltre che meridionali trapiantati al Nord per necessità, sono pure laureati come d’altronde la maggior parte dei meridionali che, non per scelta, si ritrovano a dover lasciare tutti i loro affetti pur di sbarcare il lunario.
Una pubblicità davvero offensiva e riduttiva nei confronti di chi, nonostante i tanti sacrifici, è costretto ad abbandonare la propria terra.
Che poi, se proprio dobbiamo dirla tutta: “La dieta mediterranea, dichiarata patrimonio immateriale dell’Umanità dall’UNESCO, è maggiormente rappresentata da una cucina ricca di fibre, ovvero verdure, di cui il Sud è pieno, e non di insaccati e formaggi appartenenti più che altro ad una cucina tipica del settentrione”.

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