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Condono multe, bolli e cartelle sotto i mille euro: la nuova legge cancella i debiti di 5 milioni di italiani

7 Gennaio, 2019 | scritto da Alessandro Liso
Condono multe, bolli e cartelle sotto i mille euro: la nuova legge cancella i debiti di 5 milioni di italiani
Economia
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Un 2019 che inizia col botto: è infatti l’anno della cancellazione di migliaia di vecchie multe, bolli e tasse non pagate.

A beneficiare della cosiddetta “Pace Fiscale”, emanata dal nuovo Governo e che ha riscosso il consenso di tutte le forze politiche, saranno 5 milioni di italiani, piccoli debitori che vedranno cancellate vecchie cartelle esattoriali dal 2000 al 2010. L’ex Equitalia, ora Agenzia delle Entrate-Riscossione, ha provveduto alla cancellazione in automatico di oltre 12 milioni di carichi fino a mille euro: c’è però una novità, chi ha già pagato anche un solo giorno prima dell’entrata in vigore del decreto legge non potrà più chiedere indietro le somme.

Un vero e proprio colpo di spugna: in altri termini non ci sarà bisogno di pagare niente, neanche il capitale. Per usufruirne non bisognerà nemmeno inviare alcuna domanda: il condono toccherà i piccoli importi a prescindere dalla natura del debito; vi rientrano perciò le multe, il bollo auto, l’imposta sulla spazzatura, le tasse locali come la Tasi e l’Imu, ecc. Resta esclusa solo l’Iva. 

Nella misura rientrano tutti i contribuenti, a prescindere dal reddito: sia quelli “benestanti” che chi non può pagare.

Gli interessati non riceveranno alcuna lettera o comunicazione, in nome della spending review. Per verificare se ci sono multe o tasse “condonate” bisognerà recarsi nella sezione dedicata del sito dell’Agenzia delle Entrate, a questo link, e inserire pin e password personali.

Nella norma “strappa-cartelle”, entrata in vigore il 24 Ottobre 2018 con il Decreto Legge n.119/2018, sono esclusi i carichi affidati agli agenti della riscossione recanti: risorse proprie tradizionali, iva riscossa all’importazione, somme dovute a titolo di recupero di aiuti di Stato, crediti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei Conti, multe, ammende e sanzioni pecuniarie dovute a seguito di provvedimenti e sentenze penali di condanna. Con riferimento a tali debiti, pertanto, l’esattore potrà intraprendere le azioni di riscossione forzata.

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