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Bat – Cedimento asfalto Andria-Trani, la replica al presidente della provincia

7 Febbraio, 2019 | scritto da alessia paradiso
Bat – Cedimento asfalto Andria-Trani, la replica al presidente della provincia
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“A distanza di circa una settimana dal cedimento del manto stradale sull’Andria-Trani, il presidente del consiglio provinciale, Nicola Giorgino, si degna di rispondere e “chiarire”, a suo modo, che «si è trattato di un fisiologico assestamento del rilevato e che tale fenomeno era sotto controllo da parte dei tecnici del Settore Viabilità della Provincia e da parte dell’Impresa esecutrice dei lavori». ” così l’avvocato  Laura Di Pilato.

“Premesso che avrei preferito discutere di tale argomento all’interno di un consiglio provinciale – sede designata per tale scopo -, ma ormai devo constatare che lo stesso non viene convocato da un po’, quindi non mi resta che ringraziare anticipatamente la stampa per lo spazio che mi concede, per effettuare alcune considerazioni al suo commento.
In ingegneria, caro Presidente Giorgino, non esiste “l’assestamento fisiologico”; si immagini un’autovettura che dovesse attraversare il tratto stradale in questione e, contemporaneamente, si dovesse verificare un improvviso “assestamento fisiologico”: che cosa accadrebbe? Piangeremmo i “feriti e i morti fisiologici”?
La sua affermazione la ritengo, innanzitutto, un’offesa all’intelligenza umana. Chiunque, tecnici, ingegneri e studenti ai primi anni di università, sa perfettamente che evidentemente si è trattato di un problema di “riempimento della sede stradale” che va ulteriormente controllata. Effettuiamo allora degli opportuni carotaggi per verificare se i lavori stradali sono stati effettuati a regola d’arte e se sono state rispettate le caratteristiche che deve avere il materiale utilizzato.
Bisogna piuttosto controllare che i lavori e i materiali utilizzati siano conformi a quanto firmato nel capitolato d’appalto.
Questa volta, mi auspico che la risposta però non arrivi tramite la stampa, ma che si possa discutere, seriamente, e con le carte alla mano, sui tavoli del consiglio provinciale».” conclude la Di Pilato.

 

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