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sabato, 20 Luglio 2024
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Barletta – Legambiente, esito perizia sul pino secolare: “Classe di rischio di tipo “DISCRETO”

"L’indagine condotta dal dott. Rabottini ha confermato il timore da noi paventato sin dai primi istanti di questa vicenda e cioè che la valutazione fornita dal CTU, sulla scorta della mancata costituzione in giudizio dell’amministrazione comunale di Barletta, proprietaria del bene, fosse sproporzionata rispetto al reale stato di salute della pianta"

Come già accennato in merito all’ottimismo espresso dal tecnico, riportiamo di seguito un comunicato stampa a firma del presidente del circolo Legambiente Barletta Raffaele Corvasce e la nota esplicativa inerente la perizia fitostatica eseguita, lo scorso 5 gennaio 2021, sul Pinus Pinea di Via Vittorio Veneto dal dott. Agr. Carlo, Massimo Rabottini, per conto del circolo medesimo.

L’eco avuta dalla vicenda del Pinus Pinea di Via Vittorio Veneto, il cordone di affetto, solidarietà e vicinanza venutosi a creare intorno ad esso, i numerosi messaggi di incoraggiamento e le attestazioni di stima ricevuti da tanti cittadini comuni, sinceramente preoccupati per le sue sorti, ci hanno spinto a voler rendere pubblici i contenuti della nota esplicativa alla perizia fitostatica, commissionata dal nostro circolo al dott. Agr. Carlo, Massimo Rabottini.

Tale perizia, ci preme ricordare, era finalizzata ad ottenere una Verifica Visiva Ordinaria, Avanzata Strumentale del Rischio e Stabilità, con metodo VDR_VIS Integrato dell’albero, da poter opporre seppur tardivamente agli esiti della consulenza tecnica a firma dell’agronomo Vincenzo Betti, CTU incaricato dal Tribunale di Trani, che collocava il pino in categoria D, ossia quella ad estremo rischio di caduta.

L’indagine condotta dal dott. Rabottini ha confermato il timore da noi paventato sin dai primi istanti di questa vicenda e cioè che la valutazione fornita dal CTU, sulla scorta della mancata costituzione in giudizio dell’amministrazione comunale di Barletta, proprietaria del bene, fosse sproporzionata rispetto al reale stato di salute della pianta; la nota esplicativa a pag. 5, testualmente riporta :

“Al momento dell’analisi l’individuo arboreo si trova in una condizione complessa vista l’errata gestione delle cure ordinarie e straordinarie cui è stato sottoposto. A fronte dell’analisi ordinaria (…)abbiamo riscontrato che la pianta presenta, sì, delle piccole anomalie che portano a posizionare la stessa in una classe di rischio di tipo “DISCRETO, (…) ma a seguito della prova di microtrazione (…) abbiamo constatato che l’individuo arboreo si trova ancora in una fase elastica tale da sopportare venti di burrasca forte.”

e ancora:

“Il Fattore di Sicurezza rilevato (…)si è attestato su un valore di 1,73, quindi ampiamente superiore al limite minimo di sicurezza; pertanto la pianta non è in condizioni di imminente schianto se ben gestita visto il suo grande valore paesaggistico e di monumentalità. Ricordiamo che la CLASSE 3 (Rif. CPCSIA C) potrà essere mitigata, quindi abbassata ulteriormente in CLASSE 4 (Rif. CPC-SIA C/B) con delle

prescrizioni che sono state indicate nella Relazione Fiotostatica :

“Si consiglia una mitigazione del rischio attraverso Potatura di Rimonda e Riequilibrio, che non deve superare il 5% della massa della chioma esistente, con l’eliminazione esclusivamente dei rami disseccati, in torsione, lesionati o patenti eseguito da personale altamente specializzato”, oltre alla indicazione del ricontrollo da eseguire dopo 36 mesi.”

Un aspetto estremamente interessante affrontato dalla perizia riguarda inoltre la stima del valore ornamentale della pianta, a pag. 3 è possibile leggere :

 “la valutazione di stabilità tiene conto dei molteplici valori (ambientali, ornamentali, paesaggistici, storico-testimoniali, culturali) espressi dall’albero, oltre che dei benefici forniti dall’albero (produzione di O2, assorbimento di CO2, valore estetico, ecc.).

 L’approccio diagnostico e gli interventi di cura saranno fattibili sul piano economico e giustificati in funzione del valore dell’albero attraverso il calcolo del valore economico/ornamentale”, che da tabella allegata si attesta su € 52.409.

Tradotto in parole semplici non solo il pino non si trova in una situazione di imminente pericolo di schianto, ma considerati fattori come la storicità, la monumentalità e l’aspetto estetico ornamentale, possiede un valore notevole in termini economici tali che, qualora dovesse andare incontro al paventato abbattimento si configurerebbe a tutti gli effetti un ingente danno erariale, ossia una perdita, quantificata in termini economici, di un bene che appartiene a noi tutti cittadini e del quale qualcuno un giorno dovrà rispondere, perché vicende del genere non si debbano più ripetere.

IL PRESIDENTE DEL CIRCOLO “LEGAMBIENTE” BARLETTA – Raffaele CORVASCE

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