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venerdì, 23 Aprile 2021
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I vaccini sono sicuri? Perché testare il Reithera? L’abbiamo chiesto al prof. Musarò

Antonio Musarò è professore ordinario dal 2017 presso la sezione di Istologia ed embriologia medica dell’Università La Sapienza di Roma

Antonio Musarò è professore ordinario dal 2017 presso la sezione di Istologia ed embriologia medica dell’Università La Sapienza di Roma.
Gli abbiamo rivolto alcune domande riguardanti la campagna vaccinale in corso.

Cosa c’è dietro tutte queste percentuali di validità dei vaccini?

“La percentuale di efficacia dei vaccini è una estrapolazione, una stima, ottenuta dagli studi dei trial clinici e dei dati clinici effettuati fino a questo momento e dipende da una serie di fattori, tra cui l’età, la presenza di patologie e il vaccino stesso.

E come per tutti i medicinali, i vaccini non sono efficaci al 100% in tutte le persone a cui sono somministrati. In ogni caso, i vaccini si stanno mostrando efficaci nel ridurre i casi di ospedalizzazione nelle aree e persone a rischio. Uno studio del Ministero della Salute israeliano ha dimostrato un calo del 41% delle infezioni confermate per gli ultra sessantenni e un calo del 31% dei ricoveri da metà gennaio all’inizio di febbraio”.

È sicuro testare il Reithera e aderire alla campagna di reclutamento volontaria?

Il Reithera è uno dei vaccini al momento in fase di sperimentazione. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, al 22 gennaio 2021 erano 237 i vaccini candidati in corso di sviluppo, di cui 173 in fase pre-clinica e 64 in fase clinica.

L’opzione ottimale sarebbe, dal mio punto di vista, orientarsi sul vaccino con più efficacia e versatilità, considerando le varianti che per un virus a RNA erano e sono prevedibili. Non è quindi solo un problema di sicurezza, tutti i vaccini soddisfano il criterio, ma di efficacia, versatilità e tecnologia utilizzata per la loro generazione.

Bisogna quindi puntare su quelle tecnologie che permettono di ottenere il vaccino più idoneo nel minor tempo possibile.
Inoltre, tutti i vaccini necessitano, prima della loro approvazione, di studi pre-clinici che comportano, inizialmente, il reclutamento di soggetti sani, e poi in fasi successive anche eventualmente soggetti con particolari patologie, su cui saggiare il vaccino e testarne l’efficacia e la sicurezza”.

In cosa si differenzia Reithera dagli altri?

“Il Reithera, come i vaccini AstraZeneca, Johnson & Johnson, si basa su sull’utilizzo di un vettore virale (Adenovirus di scimpanzè modificato per renderlo non in grado di replicarsi) per veicolare il materiale genetico, un filamento di DNA, necessario per la sintesi della proteina Spike del SARS-Cov-2″.

Avremo mai in Italia la cosiddetta “immunità di gregge?”

“Si raggiungerà l’immunità di gregge quando la stragrande maggioranza degli individui sarà stata vaccinata”.

A cura di Damiano Landriccia.

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