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venerdì, 14 Maggio 2021
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Barletta – Il parere dell’avvocatura annulla i lavori della LIDL, Cannito: “Dobbiamo realizzare il grande parco del mare”

"Il team legale del Comune ha analizzato in un breve lasso di tempo un’enorme mole di documenti legati ad una vicenda che risale ad oltre 40 anni fa" - ha sostenuto il primo cittadino -

Ha avuto luogo stamane una conferenza stampa per illustrare il parere (atteso già per venerdì 30 aprile) espresso dall’avvocatura comunale in merito al caso LIDL, sul punto è sin da subito intervenuto il sindaco Cannito precisando quanto segue:

“All’indomani della conoscenza del provvedimento autorizzativo relativo alla costruzione del supermercato a ridosso del castello, ho convocato tutta la maggioranza che si è mostrata subito concorde nel trovare una soluzione alternativa alla costruzione della medesima struttura; è bene precisare che questa amministrazione ha affrontato con massima trasparenza e in molteplici occasioni (consigli comunali, incontri televisivi ecc..) il caso LIDL e le associazioni che si sono interessate al tema, hanno acceso un faro su questioni tecnico amministrative di competenza esclusivamente dirigenziale collegate alla liceità dell’’iter  autorizzativo circa la costruzione della struttura, stimolando al contempo la coscienza civica della nostra città, ringrazio, dunque, chi si è mobilitato a difesa del nostro patrimonio culturale.

Il team legale del comune ha analizzato in un breve lasso di tempo un’enorme mole di documenti legati ad una vicenda che risale ad oltre 40 anni fa  a dimostrazione del fatto che la pubblica amministrazione dispone anche di funzionari competenti.

Il parere legale ha fornito elementi utili che ci hanno consentito di porre in essere l’ annullamento in autotutela del provvedimento autorizzativo e  stamattina sono stati inviati i dirigenti competenti  in materia edilizia e alle attività produttive  di procedere alla sospensione  in autotutela del provvedimento medesimo cosi come in maniera analoga stesso invito è stato rivolto alla soprintendenza relativamente alla propria competenza; siamo in una fase delicata della vicenda, da una parte la revisione degli atti da parte dell’ ufficio legale ci ha fornito quegli strumenti giuridici per poter tutelare l’area intorno al castello e dell’altra appare evidente che potranno esserci dei seguiti che saranno portati all’attenzione della cittadinanza e del consiglio comunale affinché si giunga a decisioni condivise e partecipate.   

Quella della Lidl  è una vicenda molto complessa che, come ho già anticipato, risale a oltre 40 anni fa ma che questa amministrazione ha gestito solo nella fase finale, a riguardo non sono mancati momenti di forte tensione umana e politica all’interno di questa maggioranza che ci ha indotto a chiedere un  approfondimento giuridico  dell’iter autorizzativo.

Quella a ridosso del castello è un area imprescindibile per lo sviluppo turistico della città, adesso il nostro intento sarà quello di  acquisire quell’area nel nostro a patrimonio comunale per realizzare il grande parco del mare:”

In streaming è poi intervenuto il presidente del consiglio comunale Sabino Dicataldo il quale ha poi sottolineato come l’indirizzo politico della maggioranza e dell’intero consiglio comunale converge verso un’ unica constatazione “mai si sarebbe costruito quell’obbrobrio”

Per ciò che concerne gli aspetti meramente burocratici si è lasciato spazio alla disamina del vicesindaco, nonché assessore al bilancio e al contezioso, avv. Gennaro Cefola il quale ha anche illustrato un excursus storico dell’iter autorizzativo relativo a quell’area di via Cafiero, sostenendo che:    

“Già nel consiglio comunale del 21 aprile scorso mi fu chiesto, da più parti, di esternare tale parere all’esterno, ma considerando la bravura degli avvocati del nostro ufficio contenzioso, mi assunsi la responsabilità di affermare che tale parere andava gestito all’interno del comuna di Barletta, purtroppo ho commesso un errore di veemenza non  consultando l’avvocatura stessa e sostenendo che il  parere sarebbe stato adottato già lunedì non rendendomi conto del lavoro importantissimo fatto dall’avvocatura e sottovalutando che si trattava di ricostruire una documentazione di oltre 40 anni fa, ecco le ragioni del ritardo nell’adozione del parere.

Situazioni lampanti evidenziate dall’avvocatura:

Nel 1986 la famiglia Dipaola chiede al Comune di Barletta la sanatoria di un opificio abusivo sito in via Cafiero n. 8

nel 2005 (dopo 19 anni) il Comune concede tale sanatoria per attività industriale artigianale e commerciale ma dopo un paio di mesi gli stessi Dipaola chiedono un riesame della sanatoria medesima chiedendo un uso del sito per solo commerciale, l’ istanza viene rigettata dall’allora dirigente e secondo l’avvocatura, poiché non viene effettuata l’impugnativa dinanzi al TAR si crea un atto amministrativo ormai inoppugnabile,

dopo 13 anni (nel 2018) sempre i Dipaola, presentano un’ ulteriore istanza di riesame che stavolta è però accettata e il nostro dirigente in buona fede, senza aver erroneamente ascolto il parere della nostra avvocatura, trasforma il sito per un uso solo commerciale pertanto da quel momento sono scaturiti una serie di atti viziati; attualmente gli elementi per intervenire ci sono, abbiamo dato indirizzo per porre in essere un provvedimento che “confezioneremo” in maniera ottimale tra un paio di giorni sia perché la questione merita massima attenzione in quanto si tratta di tutelare un interesse pubblico e poi perché  di certo la Lidi si difenderà al meglio con il suo staff di avvocati, ciò nonostante il nostro provvedimento  sarà adottato .

Ciò non toglie che la maggioranza ha sempre creduto di non voler quell’obbrobrio, il parere dell’avvocatura è stato inviato anche ai consiglieri di opposizione e a quelle associazioni attente alla questione, che hanno minacciato ricorsi al TAR, naturalmente si tratta di ricorsi che non sono stati ancora depositati perché forse le stesse associazioni aspettavano che prima si pronunciasse il comune di Barletta che del resto lo ha fatto senza remore.

La LIDL ha avuto un comportamento correttissimo in questa vicenda ma il suolo deve ritornare ad essere di proprietà del comune di Barletta per avere quella visone che stiamo cercando, le strade e le decisioni da prendere potranno essere diverse ma in questo caso l’iniziativa privata cozza con i nostri interessi.”

Per quanto riguarda invece la possibilità di realizzare la struttura commerciale nell’area adiacente la chiesa di San Giovanni Apostolo in zona 167, pare che si deciderà nel merito in consiglio comunale previsto per venerdì 7 maggio.

Da destra: Vice sindaco Gennaro Cefola, il sindaco Cosimo Cannito e l’assessore comunale all’ambiente Ruggiero Passero.

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