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martedì, 30 Novembre 2021
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Barletta – La situazione politica dopo le dimissioni di Cannito, gli interventi del consigliere regionale Tupputi e del presidente Emiliano

Tupputi vorrebbe scongiurare un' eventuale commissariamento del Comune, Emiliano invece fa sapere che da Cannito c'è disponibilità a ricostruire una maggioranza di centrosinistra.

Così come preannunciato, dopo la mozione di sfiducia verso il sindaco Cannito avanzata dai tre consiglieri di “Coalizione Civica” e più nello specifico sottoscritta da diciotto consiglieri comunali, ovvero:

Carmine Doronzo (Coalizione Civica)

Ruggiero Quarto (Coalizione Civica)

Michelangelo Filannino (Coalizione Civica)

Sabino Dicataldo (La Buona Politica)

Dino Delvecchio (Partito Democratico)

Rosa Cascella (Partito Democratico)

Rosanna Maffione (Partito Democratico)

Antonio Divincenzo (Partito Democratico)

Ruggiero Dicorato (Cantiere Barletta)

Giuseppe Rizzi (Cantiere Barletta)

Adelaide Spinazzola (Cantiere Barletta)

Vincenzo Laforgia (Cantiere Barletta)

Luigi Dimonte (Cantiere Barletta)

Massimo Spinazzola (Cantiere Barletta)

Giuseppe Bufo (Gruppo Misto)

Giuseppe Dipaola (Progetto Barletta)

Antonio Coriolano (Movimento 5 Stelle)

Antonello Damato (Iniziativa Democratica)

Il sindaco Cannito ha anticipato i tempi dimettendosi la mattina dello stesso lunedì 27 settembre; tuttavia è bene notare che fra i consiglieri di opposizione alla mozione non hanno aderito, com’era prevedibile, Ruggiero Mennea (PD), Giuseppe Basile e Maria Carone del M5S dissociandosi a quanto pare dal loro collega Antonio Coriolano (M5S).

Nel merito Flavio BASILE (ex Leghista attualmente nel gruppo misto) comunica invece di essere:

Basile

“Indignato da attacchi dei 18 consiglieri, pronte querele

Il presidente vicario del Consiglio comunale  di Barletta dopo la mozione di sfiducia

“Sono basito ed indignato per il fatto che 18 consiglieri assurgano al ruolo di magistrati, giudicando e definendo una mia dichiarazione, già oggetto di chiarimenti pubblici, un reato grave come quello dell’apologia di fascismo” essi sicuramente disconoscono la legge che interpretano faziosamente. Il presidente vicario del Consiglio comunale di Barletta Flavio Basile interviene sulla polemica politica generata da un passaggio della mozione di sfiducia al sindaco dimissionario Mino Cannito, in cui si legge che “il sindaco non ha difeso il consiglio comunale dalle affermazioni apologetiche del fascismo proferite da un consigliere comunale che oggi siede tra i banchi della sua maggioranza”. Frase rivolta direttamente a Basile.

“La mia reazione – assicura Basile in una nota ufficiale – sarà quella di vedere garantite le mie libertà ed i miei diritti che sono costituzionalmente protetti, innanzi alla vera Magistratura alla quale, mio malgrado, ricorrerò nei confronti di tutti i firmatari della mozione di sfiducia, al fine di tutelare legalmente la mia persona per l’evidente diffamazione aggravata subita, come già fatto nei confronti del noto giornalista Andrea Scanzi. Ciò mi duole ma il coinvolgimento gratuito del sottoscritto in questa disgraziata vicenda deve essere tutelato giuridicamente”.

Intanto oggi pomeriggio dovrebbe (il condizionale è d’obbligo considerando lo sfacelo delle precedenti tre sedute consiliari) tenersi il consiglio comunale in via Zanardelli anche perché la mozione di sfiducia dovrà essere discussa in consiglio comunale non prima di dieci giorni e non oltre trenta dalla sua presentazione (datata 27 settembre). Per la sua approvazione, che sancirebbe la caduta anticipata dell’amministrazione in carica, servono almeno 17 voti favorevoli tenendo conto che già 18 hanno sottoscritto la mozione.

“Per scongiurare un’ eventuale commissariamento del Comune” giunge invece la nota (riportata di seguito) del consigliere regionale del gruppo ‘ConE’ Giuseppe TUPPUTI nonché fratello dell’assessora alle Manutenzioni, Politiche ambientali, Igiene Urbana e Servizi Pubblici del Comune di Barletta Rosa Tupputi.

Tupputi

“Da cittadino barlettano e da consigliere regionale del gruppo ‘ConE ’,mi sembra inevitabile intervenire sulla decisione assunta dal primo cittadino riconducibile ad una crisi amministrativa definita ormai insuperabile.

Il sindaco parla di una crisi politica venutasi a creare negli ultimi mesi ma che in realtà da una lettura attenta era facilmente prevedibile sin dal suo insediamento, alle prese con una maggioranza mai veramente stabile, oltre che particolarmente ambigua e ideologicamente frammentaria.

Nonostante tutto, l’amministrazione comunale è riuscita a superare piccole e grandi incomprensioni arrivando sino ad oggi, a 18 mesi dalla scadenza naturale del mandato.

Di qui la mia riflessione volta a scongiurare un’eventuale commissariamento del comune che, in un momento particolarmente delicato come quello attuale, non giova a nessuno in particolar modo ai cittadini barlettani.

Oggi dovremmo occuparci esclusivamente dell’emergenza sanitaria, dovremmo preoccuparci di far convergere energie e intenti nel captare e recuperare i finanziamenti in arrivo, le risorse che in ogni ambito Unione Europea e Regione Puglia stanno mettendo a disposizione per lenire le enormi difficoltà economiche derivanti dall’emergenza pandemica.

È auspicabile, quindi, che si ritrovi subito una maggioranza progressista e riformista che guardi al bene della città e dei cittadini cercando di uscire dalle sabbie mobili in cui la vita politico amministrativa è finita, per ridarle stabilità e tranquillità arrivando a scadenza naturale di mandato.

Quel progetto di civismo integrato con tutte le forze politiche che si richiamano al riformismo ed al progressismo risultato vincente anche nelle ultime elezioni regionali, ci deve invitare a riflettere, anteponendo alle logiche politiche personali, la scelta insindacabile dei cittadini elettori.

Tra 18 mesi sarà, invece, inevitabile fermarsi per metabolizzare quanto accaduto sinora, mettere un punto al passato, analizzando ogni singolo errore e aprire ad una nuova stagione, quella nuova primavera che Barletta sogna e merita da tempo, sulla scia di quanto avvenuto nell’alveo regionale.”

Ad invogliare Cannito affinché ci ripensi entro il 17 ottobre interviene anche il presidente della Regione Puglia Michele EMILIANO il quale in data odierna annuncia che: “Da Cannito disponibilità a ricostruire maggioranza di centrosinistra. Per verificare fattibilità convocherò tutte le parti interessate”

Emiliano

Ho incontrato ieri pomeriggio il sindaco di Barletta, Cosimo Damiano Cannito, che mi ha comunicato di avere rassegnato le dimissioni.

Il dott. Cannito mi ha illustrato la situazione politica che ha determinato la sua decisione, precisando che l’attuale maggioranza di centrodestra non ha più i numeri sufficienti per governare la Città.

Al fine di non lasciare Barletta senza governo nella attuale emergenza economica e sanitaria, il dott. Cannito mi ha comunicato inoltre la sua disponibilità a costituire una maggioranza che ricostruisca l’unità del centrosinistra e delle forze progressiste che governano la Regione Puglia.

Ho preso atto di tale disponibilità comunicandola al Segretario Regionale del Partito Democratico, avv. Marco Lacarra, ai consiglieri regionali eletti nella provincia Bat, al Capogruppo alla Regione Puglia del M5S.

Al fine di verificare la fattibilità di questa ipotesi, convocherò nei prossimi giorni i consiglieri regionali di maggioranza eletti nella provincia Bat, i segretari e i responsabili dei partiti, delle liste e dei movimenti di riferimento della maggioranza alla Regione Puglia, i consiglieri comunali di Barletta che, successivamente alle dimissioni del sindaco Cannito, hanno firmato la mozione di sfiducia nei suoi confronti.

Ringrazio il sindaco Cannito per le sue comunicazioni, apprezzo il suo intento e il senso di responsabilità che ha mostrato nello svolgimento della sua funzione amministrativa”. – ha dichiarato Emiliano –

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