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mercoledì, 20 Ottobre 2021
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Barletta – Cannito “va a casa” approvata la mozione di sfiducia

“Nessuno mi caccia, il mio errore è stato quello di voler fare a tutti i costi il sindaco senza valutare le persone che mi circondavano" - ha dichiarato Cannito

Com’era prevedibile il sindaco si è definitivamente dimesso, tra polemiche e solidarietà verso Cannito (diversi gli striscioni affissi sui cancelli dell’ex pretura di via Zanardelli a sostegno del primo cittadino) la mozione di sfiducia è stata approvata ieri in consiglio comunale poco prima della mezzanotte con 19 voti favorevoli, 7 contrari e 7 assenti.

L’ultimo consiglio comunale dell’amministrazione Cannito è stato lungo e “doloroso” durato quasi otto ore tra dibattiti e ampie disamine addossandosi la colpa gli uni con gli altri e invocando al mancato senso di responsabilità da parte di chi ha votato la mozione di sfiducia messa a punto a fine settembre dai tre consiglieri di “Coalizione Civica”: Doronzo, Quarto e Filannino.

Tanti i cittadini collegati in diretta streaming (circa 300) e numerosi quelli che per strada in via Zanardelli avrebbero voluto assistere personalmente al consiglio comunale ma che il presidente del consiglio Dicataldo, (forse timoroso anche per qualche volantino diffuso in città e sulle pagine social) aveva vietato diramando, qualche ora prima dell’assise, un breve comunicato che precisava quanto segue: Il presidente del Consiglio comunale, Sabino Dicataldo, rende noto che la disponibilità di posti destinati a pubblico e stampa presso la Sala Consiliare di Via Zanardelli è limitata a ventidue unità sulla base del protocollo anti contagio “Safety – Covid 19”. Non sono consentiti ulteriori ingressi. Il presidente Dicataldo ricorda inoltre che, come consuetudine, i lavori consiliari sono trasmessi in diretta televisiva su Amica 9 TV, emittente di Mediacom srl, Canale 91 del digitale terrestre e in streaming live o on demand all’URL: barletta.videoassemblea.it.

Una precisazione del resto biasimata dal consigliere Pierpaolo Grimaldi.

Nella prima parte del consiglio Cannito ha mostrato tutto ciò che ha fatto nei suo tre anni di sindacatura elencando le opere pubbliche ossia i progetti di cantieri “chiusi nel cassetto da anni e che solo questa amministrazione ha avuto il coraggio di prenderli in mano “ – ha detto il sindaco – come quello tra via Andria e via Vittorio Veneto, cantieri ancora aperti con numerosi disagi per il traffico cittadino; lo stato dell’arte dei lavori allo Stadio Puttili, la questione Lidl, dellex palazzo delle Poste, della la scuola di via Morelli e tanto altro ancora, ringraziando nella sua chiosa finale il presidente della Regione Puglia Emiliano per aver cercato di risolvere la crisi politica in atto ormai da mesi; un lungo elenco terminato tra qualche lacrime versata dall’ex primo cittadino e l’applauso della sua giunta nonché dei consiglieri comunali presenti in aula.

Nessuno mi caccia, il mio errore – ha poi concluso Cannito –  è stato quello di voler fare a tutti i costi il sindaco senza valutare le persone che mi circondavano, volevo solo umilmente servire la mia città, ho la coscienza apposto e i conti sono in ordineavrei voluto portare a compimento le opere pubbliche“

Un sindaco che si è sentito “tradito” da persone a cui “avrebbe dato le chiavi di casa” – come lui stesso ha dichiarato – un sindaco “costretto” a dimettersi perché non ha i numeri della maggioranza e che riconduce la causa di tutto ciò al “potente” consigliere regionale nonché capogruppo regionale del PD Filippo Caracciolo, ritenendolo, cosi come proferito anche dal consigliere Memeo, artefice anche della caduta degli ex sindaci Maffei e Cascella.

Cannito che rivendica il suo essere libero, di non essersi piegato a strategie di potere, ormai stanco a livello umano e poco propenso ad una prossima candidatura.

C’è chi l’ha definito carnefice piuttosto che vittima – così come sostengono i consiglieri di “Cantiere Barletta” –

“Avete sfiduciato voi stessi!” – ha esclamato Riccardo Memeo durante il suo intervento in consiglio – sostenendo che i fallimenti elencati nella mozione sono riconducibili anche alla loro gestione in qualità di consiglieri eletti tuttavia grazie alle liste civiche presentate nel 2018 da Cannito. “Non sono stati raggiunti gli obiettivi del mandato, cosi come avete scritto nella mozione, perché il mandato si sarebbe dovuto concludere nel 2023″ – ha poi sottolineato il consigliere di maggioranza –

Il PUG voi non lo avete nemmeno abbozzato per cinquant’anni, in quella mozione avete scritto delle eresie e siete solo dei professionisti dell’ipocrisia – ha affermato la consigliera Mele rivolgendosi ai consiglieri rimasti in aula che si accingevano a votare la mozione di sfiducia –

Un consiglio caratterizzato da un susseguirsi di botta e risposta culminato nella “famigerata” votazione, per appello nominale, della mozione che ha visto nello specifico i 19 voti favorevoli dei seguenti consiglieri: Basile Giuseppe, Bufo Giuseppe, Cascella Rosa, Coriolano Antonio, Damato Antello, Delvecchio Benendetto, Dicataldo Sabino (Presidente del Consiglio), Dicorato Ruggiero, Dimonte Luigi, Dipaola Giuseppe, Divincenzo Antonio, Doronzo Carmine, Filannino Michelalngelo, Laforgia Vincenzo, Maffione Rosanna, Quarto Ruggiero, Rizzi Antonio, Spinazzola Adelaide e Spizzanola Massimo.

Sette i consiglieri assenti: Cannito, Carone (la pentastellata forse si è dissociata dai suoi colleghi Basile Giuseppe e Coriolano che invece hanno votato a favore della mozione?), Dileo Rocco, Losappio Giuseppe, Maffione Michele, Mennea Ruggiero (espressamente contrario ai suoi colleghi PD che invece hanno votato a favore della mozione: Cascella, Divincenzo, Delvecchio e Maffione Rosanna) e Mazzarisi Massimo.

Sette i consiglieri che “orgogliosamente e convintamente” – come hanno sostenuto Memeo e Grimaldi –  hanno votato contro la mozione : Antonucci Luigi, Basile Flavio, Dibenedetto Giuseppe, Dilernia Giorgio, Grimaldi Pierpaolo, Mele Stella e Memeo Riccardo.

Da oggi Barletta è priva di un primo cittadino e a breve sarà eletto un commissario prefettizio che per otto mesi traghetterà la città in vista delle prossime elezioni amministrative, intanto si prepara un “autunno caldo” con inevitabili e forse accese campagne elettorali.

Inoltre domani pomeriggio, in prima convocazione, è previsto un ulteriore consiglio comunale per approvare i numerosi debiti fuori bilancio e, come previsto nel 45° punto all’ordine del giorno anche: l’ acquisizione di aree di proprietà privata in via C. Cafiero (struttura commerciale LIDL) e di aree di proprietà privata ricomprese nel progetto denominato “La sfida del borgo”.

Video intervista a Cannito a cura di Francesco Zagaria.

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