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venerdì, 12 Agosto 2022
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Andria – Paura in centro: aggredisce insegnante per rubarle la borsa. Il VIDEO dell’aggressione

L’autore ha afferrato per i capelli la donna e l’ha trascinata al suolo per qualche metro; dopodiché, inerme e riversa per terra, è stata attinta da calci e pugni nella zona del torace

È accaduto in pieno giorno, lungo una via trafficata del centro storico di Andria, nella mattinata di martedì: un’insegnante di scuola primaria è stata vittima di una cruenta aggressione perpetrata da un 28enne.

L’autore ha afferrato per i capelli la donna e l’ha trascinata al suolo per qualche metro; dopodiché, inerme e riversa per terra, è stata attinta da calci e pugni nella zona del torace, affinché si liberasse della borsa a tracolla che aveva assicurata al busto.

Solo il sopraggiungere di un passante, che aveva assistito alla scena e fermava la propria autovettura, impediva che il soggetto continuasse a malmenare la donna e portasse a compimento la rapina. Vistosi scoperto, il soggetto fuggiva dileguandosi in un vicolo.

Gli Agenti delle volanti, allertati dal soccorritore che, subito dopo l’aggressione, aveva accompagnato la vittima in ospedale, si recavano presso il locale Pronto Soccorso per raccogliere nell’immediatezza la fondamentale testimonianza della donna e dello stesso soccorritore.

Subito dopo, individuato il punto preciso della tentata rapina, venivano acquisite le registrazioni degli impianti di videosorveglianza lì presenti: da una telecamera si vedeva chiaramente il sospetto che, con fare furtivo e circospetto, individuata la vittima, decideva di seguirla a passo spedito, nascondendo il viso con il cappuccio della felpa indossata, per poi passare all’azione.

L’attività info-investigativa esperita, sulla base delle risultanze video, dalle “Pantere” della Polizia di Stato ha permesso di arrivare, in meno di due ore dalla tentata rapina, all’individuazione del colpevole; raggiunto presso la sua abitazione, il 28enne si era tolto gli abiti utilizzati e riferiva agli Agenti di essersi svegliato in quel momento.

Un’accurata perquisizione presso la stessa abitazione permetteva di rinvenire abbigliamento pienamente compatibile con quello visibile nel filmato.

In ultimo, a cristallizzare il già consistente impianto probatorio, la vittima riconosceva, senza dubbio alcuno, il suo brutale aggressore.

Alla luce dei riscontri acquisiti, l’indagato, con il coordinamento della Procura della Repubblica di Trani, veniva tratto in arresto, per poi essere sottoposto dall’Autorità Giudiziaria, alla misura cautelare degli arresti domiciliari presso la sua abitazione.

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