- Pubblicità -spot_img
domenica, 21 Luglio 2024
HomeAmbienteAndria – Niente da fare per l’antenna in via Scipione. Ricorso al...

Andria – Niente da fare per l’antenna in via Scipione. Ricorso al Tar “inammissibile”

Un confronto che di fatto non ha portato però alcun cambiamento, e che ha ribadito il NO della Cellnex a fermare l'attivazione della struttura ormai pronta.

Un lungo confronto questa mattina in sala Giunta, per tornare a discutere dell’antenna di via Scipione l’Africano ad Andria.
Un confronto che di fatto non ha portato però alcun cambiamento, e che ha ribadito il NO della Cellnex a fermare l’attivazione della struttura ormai pronta.

            Convocati dal Sindaco avv. Giovanna Bruno, l’azienda Cellnex, Wind Tre, i settori comunali Avvocatura, Attività produttive e Ambiente, con i rispettivi dirigenti, gli assessori Losappio, Di Leo, Colasuonno e Loconte, il Comandante della Polizia Locale, due referenti del Comitato dei residenti di via Scipione, assieme al Presidente dell’Associazione “Io Ci Sono!” Savino Montaruli, e all’avvocato dell’associazione dott. Giacomo Sgobba.

Il sindaco Bruno, facendo propria la preoccupazione dei residenti, è più volte intervenuta per chiedere la sospensione dei lavori.

Anche da ultimo – ha ribadito il sindaco – quando sono iniziate le operazioni di montaggio di allestimento di quell’antenna abbiamo chiesto alla società di valutare altre possibilità che abbiamo anche offerto, come suoli comunali ma anche disponibilità di altri suoli privati.  Circostanza ampiamente confermata dalla stessa Cellnex, a più riprese.”

“Nel frattempo – spiega ancora il sindaco – una realtà associativa locale, unitamente a diversi residenti della zona, ci ha notificato ricorso al TAR ponendo di fatto la Pubblica Amministrazione come controparte, mentre avremmo voluto essere all’unisono per il raggiungimento di un obiettivo comune, cioè lo spostamento dell’antenna; richiesta che ho ribadito anche in chiusura di incontro. L’auspicio è che Cellnex voglia ora soprassedere dal completamento e messa in funzione anche per dare segni distensivi e collaborativi ai residenti, preoccupati per la salute».

Sul ricorso al TAR – fanno sapere infatti dall’amministrazione comunale – il Giudice ha già provveduto ad esprimersi: “da un primo esame esso appare inammissibile e per questo respinge la misura cautelare richiesta ed ha fissato per la trattazione collegiale l’udienza al 24 luglio 2024“.

“I residenti – dichiara invece Savino Montaruli per nulla rassegnati e senza farsi minimamente condizionare da riferimenti decontestualizzati, e comunque decisi a proseguire la loro battaglia continueranno non solo a proporre le alternative all’installazione di quell’impianto ma anche a tenere alta l’attenzione su una questione ormai diventata sovracomunale e di grande rilevanza,
anche politica viste le assenze di oggi.”

A proposito del secco NO dell’azienda, “nelle prossime ore – conclude Montaruli – dopo consultazione dell’ulteriore documentazione mancante trasmessa in ritardo dall’Ufficio comunale, decideremo come procedere senza deviare di un solo passo sulla strada intrapresa e l’obiettivo prefissato che è lo spegnimento dell’impianto ed il suo trasferimento”

- Pubblicità -spot_img
- Pubblicità -spot_img

ATTUALITA'

- Pubblicità -spot_img
- Pubblicità -spot_img

Leggi anche

spot_img