L’hanno presentato a modo loro, nello spazio Regione Puglia del Salone del Libro, a Torino, nel corso del Salone del Libro, con uno spettacolo chiaramente improvvisato, come solo i grandi attori sanno fare, uno spettacolo brevissimo ma che ha preso spunto da fatti di vita reale accadutigli nelle ultime ore.
Uno spettacolo che non solo ha divertito il pubblico che già si era dato appuntamento per l’evento, ma che ha fatto da magnete attirando moltissimi dei passanti, che si sono aggiunti alla platea.
Stiamo parlando di Mimmo Mancini e Paolo De Vita, dal 1986 fratelli sul palco e più che fratelli, sebbene non di sangue, nella vita.
Non abbiamo chiesto da quanto tempo si conoscono, perché il passare degli anni a questo punto è più che un fiume, ma sicuramente da ben prima del 1986, anno in cui nasce questa coppia comica che ha marcato la storia del teatro comico con alcuni spettacoli di grande pregio, divertentissimi.
Più volte data per dispersa, la coppia formata in scena dai Fratelli Capitone si è sempre ritrovata, alla grande, rispondendo alle richieste di un pubblico affezionato che avrebbe voluto ancora di più (E di più avrebbero meritato Paolo De Vita e Mimmo Mancini).
Ma i Fratelli Capitone sono legati in modo indissolubile non solo alla Puglia, ma anche alla provincia BAT, visto che nella nascita di questa coppia di personaggi ha avuto un ruolo importantissimo anche Manrico Gammarota, prematuramente scomparso, nato a Barletta e protagonista di rilievo nel teatro, nel cinema e nelle fiction.
Manrico ha firmato la prima regia del primo spettacolo dei Fratelli Capitone, ha contribuito alla elaborazione dei personaggi, ha dato una mano importante nel permettere che diventassero quello che sono ancora oggi, un cult del teatro, un cult che periodicamente torna in scena e sempre ripete il successo dei primi spettacoli.
Il legame fra i Fratelli Capitone e Manrico Gammarota è così forte, che in occasione dell’ultimo spettacolo proposto, Mimmo Mancini e Paolo De Vita hanno deciso di conservare la firma di Manrico alla regia.
<Al Curci neanche a dirlo abbiamo ricevuto un’accoglienza deliziosa, ci dicono i fratelli Capitone, “Il nome di Manrico ovviamente portava con sé bellissimi ricordi e una avvolgente malinconia. Gli spettacoli hanno riscosso un enorme successo, credo, anche un sold-out e per noi, lavorare in un teatro così prestigioso è stato un grande evento ed un grandissimo piacere. Speravamo, e questo va detto, che a questo bellissimo incontro col Curci ne seguissero altri ed infatti abbiamo proposto di portare l’anno seguente lo spettacolo “Non chiamateli briganti” ma purtroppo la nostra richiesta non ha avuto esito alcuno>.
Noi, di nostro, aggiungiamo che il legame fra Paolo, Mimmo e Manrico è stato solidissimo, aiutato anche dal fatto che si tratta di attori nati in una covata pugliese che negli anni ’80 ha espresso tantissimi nomi di successo. (E ne approfittiamo per chiedere: ma l’idea di dedicare il teatro Curci a Manrico? Che fine ha fatto? Non sarebbe il caso di darsi una mossa?).
Comunque, per fortuna l’onda del successo ancora non si ferma, e così è arrivata anche la proposta di scrivere un libro, sui Fratelli Capitone, un libro che oltre a raccogliere alcuni dei testi che hanno reso famoso il duo, fungesse anche da memoria collettiva di un progetto di grandissimo valore.
Nasce così “Capitoni coraggiosi”, pubblicato da Secop Edizioni e disponibile in libreria, con l’aggiunta di una vera e propria chicca: in fondo al libro trovate dei QR code che portano a scene degli spettacoli.
Potete vedere scampoli di grande teatro, di grande teatro comico, senza fare la fatica di doverli cercare su YouTube, leggere con calma i testi e ritrovare la storia di quegli anni, con episodi dietro le quinte e gustosi aneddoti, brani di recensioni.
In poche parole un libro che non può mancare nella libreria di chi ha vissuto quegli anni, ma anche di chi vuole semplicemente provare divertimento di qualità.
Tornando invece ai Fratelli Capitone, e al loro libro, c’è ancora qualcosa che vogliamo aggiungere. Sia Mimmo Mancini che Paolo De Vita sono volti più che noti in tutta la Puglia. Mimmo Mancini è anche un’icona grazie al ruolo di Carro Armato, impersonato in La Capa Gira, di Piva (Film che ha raccolto tutta la covata, Manrico Gammarota compreso). Anzi, sarà il caso di dire che proprio a Torino ho sentito dire da un passante, commosso: <Mimmo, per me sei e resterai sempre Carro Armato>, a dimostrazione di un affetto dolcissimo.
Ecco, quello che vogliamo dire è che se Mimmo Mancini e Paolo De Vita fossero nati a Brooklyn, oggi parleremmo di loro come di due grandi caratteristi del cinema mondiale. Sfortunatamente per loro, ma fortunatamente per noi che li abbiamo avuti qui fra noi, sono nati a Bari. Comprate il libro, è memoria e allegria, e sarà bello averlo in casa.








