Mercoledì 18 giugno 2025. È una di quelle date che si incidono nella memoria di intere generazioni. Il cielo sulla sesta provincia pugliese, si è tinto di un azzurro chiaro e luminoso, quasi in contrasto con il turbine interiore di migliaia di studenti che si sono svegliati all’alba, cuore in gola, mente affollata di pensieri.
È il giorno della prima prova dell’Esame di Stato 2025, il famoso tema di italiano, rito di passaggio scolastico e simbolico, atteso e temuto.
All’ingresso dei licei e degli istituti tecnici della BAT, i cancelli si sono aperti attorno alle 7:30. Ragazzi e ragazze, vestiti in modo semplice ma curato, si sono salutati con abbracci silenziosi e sguardi complici. I genitori, spesso rimasti nei pressi dei cancelli, osservavano da lontano, cercando di trasmettere coraggio con un sorriso.
All’interno, gli edifici scolastici si sono trasformati in templi del pensiero. I professori, in abiti sobri, accoglievano con gentilezza e rigore. Ogni banco era pronto, ogni foglio protocollo attendeva il suo racconto. Alle 8:30, il clic dei computer ha sbloccato i plichi digitali con le tracce: in un istante, il brusio si è dissolto in un silenzio perfetto, quello delle grandi attese.
Le sette tracce: un ventaglio di pensiero tra classici e contemporanei
Il Ministero ha messo a disposizione sette tracce, ognuna come un mondo a sé. Nella BAT, le scelte si sono distribuite in modo variegato:
- Pasolini e la sua poesia “Appendice I”, densa di dolore e di visione civile, ha toccato corde intime, soprattutto tra chi ha vissuto anni di impegno scolastico nel segno della letteratura come coscienza critica. Il confronto con Lampedusa, dal suo Gattopardo, ha offerto un terreno fertile per riflessioni su identità, cambiamento e memoria.
- Le tipologie B hanno proposto testi d’autore: dagli anni Trenta visti da Brendon all’etica del rispetto descritta da Maccioni, fino alla riflessione evolutiva e ambientale firmata da Telmo Pievani. Tanti studenti tecnici e scientifici si sono orientati su questi argomenti, riconoscendovi richiami al proprio percorso.
- Le tracce di attualità hanno toccato il cuore di molti. Il discorso di Paolo Borsellino ai giovani – con la sua carica di dignità, speranza e impegno – ha risuonato forte nelle aule. “I giovani sono la mia speranza”, scriveva il magistrato, e forse proprio per questo molti maturandi si sono sentiti chiamati per nome.
L’altra traccia, dedicata al fenomeno dell’indignazione social, ha stimolato analisi critiche sull’uso dei media, le reazioni pubbliche, la vera natura dell’impegno civico.
Questa prima prova dimostra, ancora una volta, che la maturità non è solo un giudizio sullo studio, ma un momento di verità civile. La presenza di temi che spingono al confronto con la società, l’ambiente, l’etica pubblica mostra che la scuola italiana, pur tra difficoltà strutturali, intende educare cittadini pensanti e non semplici esecutori.
Con 6 ore a disposizione e un massimo di 20 punti in palio, questa prima prova non è solo un esercizio scolastico, ma una soglia simbolica.
Domani, giovedì 19 giugno 2025, i maturandi affronteranno la seconda prova scritta, specifica per ciascun indirizzo (Greco al Classico, Matematica allo Scientifico, discipline tecniche nei professionali). Poi sarà il tempo del colloquio orale, per molti il momento più intenso.
Nel frattempo, nella BAT, si respira una strana euforia. Da oggi, questi studenti, che solo pochi mesi fa parevano ancora ragazzi, iniziano davvero a camminare verso il futuro con parole proprie.









