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venerdì, 13 Febbraio 2026
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Andria – Il giorno del silenzio per Vincenzo Conversano, l’operaio morto ieri in campagna

Nella quiete dell’alba, per le strade sterrate delle campagne andriesi, la comunità si sveglia oggi in un intenso dolore

Nella quiete dell’alba, per le strade sterrate delle campagne andriesi, la comunità si sveglia oggi in un intenso dolore.

Ieri, giovedì 26 giugno 2025, alle ore 6:30, la vita di Vincenzo Conversano, operaio agricolo di 50 anni, si è improvvisamente spenta mentre svolgeva il suo umile ma vitale lavoro. Un malore improvviso, testimoni riferiscono che abbia iniziato a vomitare per poi accasciarsi al suolo, ha posto fine a un’esistenza dedicata alla cura della terra e all’amore per la famiglia.

La macchina dei soccorsi è scattata immediatamente: i sanitari del 118 hanno tentato invano di rianimarlo nelle campagne tra Andria e Castel del Monte.

Le verifiche sulla documentazione sanitaria e contrattuale sono in corso, mentre gli inquirenti escludono, per ora, l’autopsia: l’ipotesi prevalente resta quella di un arresto cardiocircolatorio, forse facilitato dall’afa pungente che ha investito la Puglia negli ultimi giorni.

Vincenzo lascia una moglie e tre figli. Quel campo, in cui seminava speranza e futuro, ora è teatro di un silenzio assordante. In città, il lutto si farà sentire con una giornata di rispetto corale.

Il cordoglio arriva dalle istituzioni sociali e politiche. Flai e CGIL della BAT denunciano l’accaduto come “una sconfitta collettiva”, richiamando l’attenzione sull’importanza della prevenzione sanitaria e dei controlli sul posto di lavoro.

Il Partito Democratico provinciale, tramite l’on. Dario Parrini, chiede “piena luce” sul caso, auspicando misure più rigorose per la tutela dei lavoratori agricoli, ispirandosi al caso emblematico di Paola Clemente, la bracciante morta nelle stesse campagne dieci anni or sono.

Il dramma richiama uno spettro doloroso: l’estate del 2015, quando la morte di Paola Clemente aveva smosso la coscienza nazionale, portando alla legge 199/2016 contro il caporalato e l’abuso di manodopera nelle campagne.

Il sacrificio di Vincenzo, oggi, risuona come una nuova, tragica chiamata all’impegno: “la tutela della vita e della dignità dei lavoratori deve tornare al centro di ogni scelta politica”, dichiarano i sindacati.

Oggi i campi, testimoni silenziosi, offrono un tributo discreto al sacrificio di un uomo semplice, che ha scelto il sudore come compagno di vita. Che la nostra vicinanza, però, non resti mera presenza simbolica: sia concretamente tradotta in azioni, regolamenti, e protezioni reali.

In un momento così solenne, Andria si stringe attorno ai suoi figli orfani e a una moglie che ha perso il compagno. Il silenzio che avvolge oggi la città non è vuoto: è pieno di memoria, di richiesta di giustizia, e della speranza che, in futuro, nessun altro dei nostri custodi della terra debba pagare con la vita il prezzo della propria dedizione.

Con l’eco di questo lutto, si rinnova l’esortazione: che ogni essere umano, anche il più umile tra i braccianti, possa lavorare sotto il caldo, sotto il sole, in piena serenità e sicurezza.

Un’altra tragedia colpisce il mondo del lavoro. Ancora una vita spezzata di un operaio che se ne è andato mentre svolgeva una normale giornata lavorativa”. È quanto affermano in una nota la segretaria generale della Flai Cgil Bat, Dora Lacerenza e il segretario generale della Cgil Bat, Michele Valente.

“Naturalmente sono in corso le operazioni di verifica e controllo da parte degli organi preposti ma nel frattempo non possiamo come Flai Cgil Bat e Cgil Bat non esprimere il nostro più profondo cordoglio alla famiglia del lavoratore appena cinquantenne.

Ogni volta che un lavoratore perde la vita durante la giornata lavorativa si consuma non solo un dramma personale e famigliare ma è anche una sconfitta collettiva. Ed inevitabilmente il nostro pensiero oggi è andato a dieci anni fa quando a morire nelle campagne è stata la bracciante tarantina Paola Clemente, era il 13 luglio del 2015.

Flai e Cgil hanno combattuto la battaglia di civiltà affinché ci fosse la piena applicazione della legge 199 contro caporalato e sfruttamento”.

“Siamo sempre convinti che occorra un impegno serio e condiviso che sia capace di agire in profondità. Come sindacato ribadiamo da tanto tempo quanto sia indispensabile che si intervenga in modo strutturale su più fronti: dalla prevenzione alla formazione, dai controlli efficaci fino a una netta inversione di rotta nella cultura d’impresa e nelle politiche pubbliche.

Così come riteniamo necessario – concludono Lacerenza e Valenteche la tutela della vita e della dignità delle lavoratrici e dei lavoratori deve tornare al centro di ogni scelta politica e imprenditoriale. È il momento di agire, tutti insieme”.

Un messaggio di vicinanza e cordoglio è stato espresso anche dal Segretario Regionale del Nuovo PSI Puglia, dott. Luigi De Mucci:

“Il decesso che ha colpito nella giornata di ieri Vincenzo Conversano un giovane operaio andriese, mentre era impegnato nei lavori in campagna, ha scosso un’intera comunità e non può lasciarci indifferenti.

Le cause di questa morte saranno da approfondire da parte degli organi preposti e dalle autorità competenti che faranno tutte le indagini del caso.

Esprimo a nome delle segreteria regionale dei socialisti del Npsi il cordoglio più sincero e la vicinanza alla famiglia, ai colleghi e a tutti i suoi cari in questo momento così triste e intriso di immenso dolore.

Ogni morte sul lavoro è una ferita, una sconfitta inaccettabile da parte di tutti, perché non si può e non si deve morire per lavorare” – conclude De Mucci.

A cura di Alessandro Liso

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