Nel cuore di Andria, dove ogni centimetro di spazio urbano dovrebbe essere un biglietto da visita di civiltà, decoro e funzionalità, si staglia un piccolo ma emblematico esempio di incuria che fa riflettere sullo stato dell’arte della manutenzione del verde pubblico.
Nel tratto compreso tra marciapiede e aiuole, nella centralissima piazza Imbriani, dove le automobili sostano ordinatamente in spazi regolamentati, e soprattutto a pagamento, si è venuta a creare una situazione tanto grottesca quanto frustrante.
I cittadini, costretti a versare oboli sempre più onerosi per poter parcheggiare, si trovano poi impossibilitati a scendere dalle proprie vetture a causa della presenza di cycas rigogliosi ma non potati, le cui fronde spinose e aggressive invadono letteralmente lo spazio di manovra, come sentinelle vegetali del disservizio.
La scena, immortalata in una fotografia da un automobilista, testimonia l’abbandono silenzioso e crescente del verde urbano. Il prato, ormai ridotto a una distesa giallognola di erba secca, punteggiata qua e là da cespugli trascurati, ricorda più un terreno arido di periferia che un’aiuola del centro cittadino.
Ma la questione non è meramente estetica. È funzionale, civile, e per molti perfino economica. Pagare per un servizio, quello del parcheggio, e poi ritrovarsi ostacolati da una vegetazione indomita, è una beffa che rasenta l’assurdo.
È il cortocircuito perfetto fra tassa e disservizio, fra diritto e realtà. È la conferma di una gestione del verde che, purtroppo, appare disattenta, intermittente, e poco incline al dettaglio quotidiano.
Si potrebbe parlare di semplice dimenticanza, se non fosse che il problema è reiterato e diffuso in molte zone della città. L’impressione è che, a fronte di un’estetica pubblica spesso enfatizzata a parole, manchi poi una visione organica, costante e rispettosa della manutenzione ordinaria, quella che, senza effetti speciali, fa la differenza nella vita quotidiana dei cittadini.
La civiltà di una città non si misura solo dai grandi eventi o dai proclami politici, ma anche, e soprattutto, dalla cura con cui si gestiscono le piccole cose. Come un’aiuola potata, un cycas mantenuto entro i limiti del suo spazio, o un marciapiede libero da ostacoli vegetali. Un gesto semplice, che però restituisce dignità, praticità e bellezza alla vita urbana.
È tempo di agire. Di non lasciare che le fronde spinose dell’incuria continuino a ferire non solo le gambe dei malcapitati automobilisti, ma anche il senso di appartenenza e rispetto per il bene comune.
Perché in una città che si vuole moderna e civile, il verde deve accogliere, non ostacolare.









