Nonostante un treno che la tiene bloccata per tre ore in stazione (grazie Trenitalia, grazie ministro dei trasporti) Emanuela Cappello riesce ad esibirsi al seminario vescovile di Andria in occasione del Festival della Disperazione.
10 luglio 2025, lo spettacolo si intitola “Non vi fa ridere, non vi fa piangere, non vi fa niente“, ed invece, spiace dirlo Emanuela, durante lo spettacolo abbiamo riso come matti, commuovendoci anche un po’, un’esperienza davvero totalizzante!
La Cappello ci trascina nella sua vita a colpi di gag esilaranti e scene tragicomiche, dipingendo un caleidoscopio di personaggi che popolano la sua realtà (dal motivatore che parla romanesco al titolare della scuola di recitazione arrestato, passando per i genitori e la fissa del cristianesimo, gli haters sui social, al tradimento del compagno), e con la quale tutti, chi più o chi meno, ha avuto a che fare.
Il tutto raccontato con grande leggerezza, una incredibile carica energica sul palco (merito dei rosicamenti?), spiccate doti recitative e soprattutto una verve comica degna di ben più grandi palcoscenici.
Già nei video diventati virali su Instagram e Tiktok Emanuela Cappello veste i panni di persone vittime delle proprie insicurezze o che riflettono i propri traumi sugli altri. Di per sé è un argomento difficile, quasi drammatico, eppure lei lo affronta con grande maestria, senza cadere nella presa in giro.
Nello spettacolo parla della sua vita, tra realtà e finzione, e, giocando con la sua vulcanica personalità, mette davanti allo spettatore lati del carattere di ciascuno più o meno sopiti, in cui tutti possono identificarsi.
Emanuela Cappello è uno dei più grandi talenti del panorama artistico nazionale e, se continua a non prendersi sul serio e a divertirsi, continuando a leggere tra le pieghe della società, continuerà a brillare di luce propria (m’è toccato il finale alla Mirketto!).

















