Il mare Adriatico, avvolto da un caldo prorompente, ha restituito un vecchio nemico camminante sotto la superficie: Ostreopsis ovata, la microalga tossica che torna a manifestare la sua presenza lungo la costa pugliese.
Il risveglio di questa fastidiosa ospite, stimolato da temperature elevate e acque placide, torna a far discutere e sollevare allerte ambientali.
Secondo i rilevamenti dell’Arpa Puglia, l’Agenzia regionale per la prevenzione e la protezione ambientale, i primi campionamenti hanno evidenziato concentrazioni non allarmanti, ma comunque presenti.
A Molfetta, a titolo di esempio, si registrano 2 080 cellule per litro, contro un limite critico stabilito a 20 000; mentre a Santo Spirito, scudo del litorale barese, si superano le 2 480 cellule per litro. Zone come Giovinazzo, Mola e Monopoli mostrano valori inferiori, ma senza tralasciare nessuna costa.
Ostreopsis ovata è una dinoflagellata bentonica, dal corpo trapunto di 30–60 micron, tipica delle acque costiere calde, calme e ben illuminate. All’arrivo delle mareggiate, la sua tossina può elevarsi nell’aerosol marino, provocando disturbi transitori (e per lo più lievi) come irritazioni o fastidi respiratori, febbre e infiammazioni delle vie aeree.
Per Arpa Puglia il quadro non è preoccupante. Tuttavia, si raccomandano alcune precauzioni:
- Evitare di stazionare sulle coste rocciose durante ore di mareggiata, quando l’aerosol tossico è più probabile.
- Rinunciare, per quanto possibile, al consumo di molluschi pescati “fai-da-te” nelle aree interessate, soprattutto frutti di mare tipici dei fondali, che possono accumulare la tossina.
L’Adriatico non è nuovo a questi episodi. A maggio, i satelliti Copernicus hanno registrato una fioritura diffusa nei suoi tratti centrali e settentrionali, dovuta a temperature elevate e piogge fluviali. Intere fioriture, seppure meno preoccupanti, erano state già segnalate nei mesi di giugno, con monitoraggi quindicinali.
Il fenomeno, benché sotto controllo, disegna un monito sullo stato di salute dei nostri mari. Richiederà un equilibrio tra bellezza balneare e sicurezza ambientale.
Arpa Puglia continuerà i campionamenti ogni due settimane fino a settembre: sempre il mare, la sua delicatezza e la nostra capacità di tutelarlo restano al centro dell’attenzione.









