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venerdì, 17 Aprile 2026
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Andria – Abbattuti 4 pini secolari nell’Oratorio Salesiano: scatta l’indignazione

Quei pini, piantati probabilmente nei primi decenni del secondo dopoguerra, sono stati compagni silenziosi di generazioni di bambini, educatori e famiglie. La loro ombra ha ristorato giochi, pensieri e preghiere

Nel cuore pulsante della città, là dove l’infanzia gioca e la comunità si ritrova, un pezzo di verde è stato reciso senza preavviso, senza voce, senza possibilità di appello. All’interno dell’Oratorio Salesiano di Andria, quattro maestosi pini sono stati abbattuti.

Quattro creature viventi, testimoni silenziosi del tempo, sono caduti sotto i colpi inesorabili della motosega.

Un gesto che, al di là delle motivazioni tecniche o logistiche, ha lasciato attonita e profondamente ferita una parte della cittadinanza, sensibile e attenta al valore ambientale, simbolico e umano degli alberi. In prima linea, l’associazione andriese 3Place, da sempre impegnata nella tutela dell’ambiente, ha reagito con una nota accorata e ferma:

Ricevere la foto da un nostro concittadino dei pini abbattuti è stato doloroso.
Come ogni abbattimento di alberi.
Questi, gli alberi, erano 4 Pini, 4 ESSERI VIVENTI di oltre 50 anni di età, di oltre 10 metri di altezza, di oltre 6 metri di diametro di chioma cadauno.

Assieme, le loro chiome, coprivano un’area di oltre 150 metri quadrati.
Alberi che hanno donato tanto all’umanità e all’ecosistema.
Ma purtroppo registriamo gli ennesimi abbattimenti.
Li subiamo, senza poter dire e fare la nostra parte.

Salvaguardare ogni singolo albero (in salute) è un nostro dovere”.

Parole che pesano come rintocchi funebri in un’epoca in cui l’emergenza climatica non è più un’ipotesi, ma un’urgenza quotidiana. Ogni albero, soprattutto se sano e maestoso, rappresenta un argine contro la desertificazione urbana, una fonte di ossigeno, un rifugio per la biodiversità, ma anche un punto di riferimento emotivo e culturale.

Quei pini, piantati probabilmente nei primi decenni del secondo dopoguerra, sono stati compagni silenziosi di generazioni di bambini, educatori e famiglie. La loro ombra ha ristorato giochi, pensieri e preghiere. Le loro fronde hanno accolto nidi e silenzi. Ora, al loro posto, resta solo terra smossa e un vuoto che sa di assenza.

Non è la prima volta che in città si assiste a interventi di abbattimento che suscitano polemiche, spesso segnalati come “necessari” per motivi di sicurezza o manutenzione. Ma ciò che più fa male, denunciano le associazioni ambientaliste, è l’assenza di un dialogo, di una valutazione trasparente, di un confronto preventivo con la cittadinanza.

E se è vero che i pini non parlano, oggi parlano le loro assenze. Parlano attraverso chi ha a cuore l’ambiente, il paesaggio, il futuro. E gridano, attraverso il silenzio, che ogni albero tagliato è una parte di noi che viene meno.

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