Ieri, giovedì 17 luglio 2025 hanno avuto ufficialmente inizio le riprese del docu-film su Lino Banfi, un progetto diretto da Marco Spagnoli e co-scritto con lo stesso Banfi, prodotto da Minerva Pictures con il sostegno del bando Apulia Film Fund promosso da Apulia Film Commission e Regione Puglia.
Il vero palcoscenico d’elezione è il maestoso Teatro Petruzzelli di Bari, e le telecamere si muoveranno idealmente tra passato e presente, toccando anche Andria, dove il giovane Banfi frequentò il seminario, e Canosa di Puglia, dove germogliarono le sue prime aspirazioni.
Il docu-film si propone non soltanto come una cronaca della carriera, ma come un’indagine intima: Pasquale e Lino – due facce di una stessa medaglia – si confrontano in un dialogo simbolico e teatrale sul palco vacuo del Petruzzelli.
Attraverso un montaggio che alterna materiali d’archivio, storie familiari sconosciute e intermezzi surreali, emerge una figura pienamente popolare, autentica e insieme profondamente simbolica: l’Italia dell’autoironia, della generosità, della dignità operaia.
Minerva Pictures, guidata da Gianluca Curti, insieme a Spagnoli – già autori del documentario su Bernardo Bertolucci – rinnovano la loro intesa culturale, valorizzando l’identità pugliese. Il progetto, sostenuto da fondi POR Puglia FESR-FSE 2014/2020, è un esempio virtuoso di cinema d’autore radicato nel territorio.
Il documentario intende dipingere “l’uomo dietro il personaggio”, con aneddoti intimi, successi artistici – dal cinema alle TV, fino ai cult come “Un medico in famiglia” – e riflessioni sul tempo presente. Non rinuncia alla leggerezza, ma la sua leggerezza diventa profondità, indagine del sé, radicamento nella propria terra.
Il Petruzzelli non sarà solo location: diventa spazio immaginifico in cui Banfi/Pasquale si interroga, convoca sul palco pezzi di storia personale e collettiva. Qui si incroceranno passato e presente, come in un sogno condiviso dalla comunità pugliese e da tutti gli italiani che lo amano.
A 89 anni compiuti, Banfi diventa protagonista della propria storia, interpretando – da attore e co-autore – la sua stessa narrazione. Questo film, più di un ritorno, è una consacrazione: un modo di restituire tutto l’affetto raccolto in decenni di risate, racconti, battute in vernacolo e soğan de Amleto.
“Lino d’Italia – Storia di un itALIENO” promette di essere molto più di un semplice documentario: è un’opera intensa, emotiva, legata al territorio ma con respiro nazionale, capace di intrecciare leggerezza ironica e riflessione autentica. È la celebrazione di un uomo che ha fatto dell’ironia il suo linguaggio, della generosità la sua cifra, e della Puglia la sua patria.
Cosa aspettarsi? Un viaggio emozionante tra memoria e contemporaneità, tra battute maccheroniche e gesti di commovente nostalgia. Il sipario è calato, e il palco è già illuminato.









