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sabato, 7 Marzo 2026
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Trani – Via Cecoslovacchia: un manto stradale da zona di guerra. I residenti: “Abbandonati da anni”

Un’arteria secondaria, sì, ma vitale per centinaia di residenti, oggi ridotta a un campo minato d’asfalto sconnesso, crivellato di buche e rattoppi maldestri

In una periferia dimenticata dal tempo e, pare, anche dalle istituzioni, via Cecoslovacchia a Trani, nel quartiere Sant’Angelo, si presenta come il perfetto emblema di ciò che non dovrebbe mai essere una strada urbana.

Un’arteria secondaria, sì, ma vitale per centinaia di residenti, oggi ridotta a un campo minato d’asfalto sconnesso, crivellato di buche e rattoppi maldestri. Il tutto condito da un silenzio istituzionale che amplifica il senso di abbandono.

Le immagini parlano chiaro. Crateri irregolari di varie dimensioni punteggiano il manto stradale come ferite aperte su un corpo malcurato. Alcuni tratti sono talmente dissestati da sembrare il risultato di una recente incursione bellica. Pietre, ghiaia e detriti affiorano ovunque, minacciando pneumatici, sospensioni e, cosa ben più grave, l’incolumità stessa dei passanti.

“Questa non è una strada, è un percorso ad ostacoli”, denuncia un residente esasperato. “Abbiamo segnalato più volte la situazione, ma nessuno si è mai degnato di venire a verificare. Ogni giorno rischio di rompere l’auto o di cadere con lo scooter”.

A peggiorare il quadro, l’evidente stratificazione di interventi tampone realizzati negli anni: rappezzi d’asfalto che si sgretolano al primo temporale, lasciando scoperta una rete di crepe e buche che si allarga inesorabilmente. In alcuni punti, le riparazioni sembrano rattoppi d’epoca, con materiali eterogenei e approssimativi, quasi a voler nascondere, più che risolvere, il problema.

La posizione periferica della via, nella zona nord della città, non giustifica l’incuria: qui vivono famiglie, lavoratori, anziani, studenti. Le auto sono costrette a manovre zigzaganti per evitare i crateri.

Il quartiere Sant’Angelo, da anni, reclama dignità. Via Cecoslovacchia ne è il simbolo più eclatante, una sorta di “cartolina dal degrado” che denuncia l’assenza di una manutenzione ordinaria e programmata. Un quartiere che non chiede il lusso, ma il minimo sindacale in termini di sicurezza e decoro urbano.

Serve un intervento strutturale, non più procrastinabile. Non basta colmare le buche: occorre rifare il manto, assicurare drenaggi adeguati, pianificare manutenzioni costanti. In gioco non c’è solo l’aspetto estetico della via, ma l’effettiva sicurezza stradale.

I cittadini chiedono con forza un segnale da parte dell’amministrazione comunale. Un sopralluogo, una delibera, un progetto: qualsiasi cosa che non sia il solito silenzio. Perché vivere in periferia non può significare vivere nell’incuria.

Via Cecoslovacchia merita rispetto. E i suoi cittadini, finalmente, risposte.

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