“L’ennesimo incidente stradale dove la vittima è una persona che attraversa le strisce pedonali e l’arma è un’automobile, come le decine di migliaia che circolano 24 ore su 24 in città” – la denuncia dell’episodio accaduto ieri, giovedì 31 luglio 2025, in viale Ippocrate a Barletta arriva da Gigi Cappabianca del Comitato Mobilità Sostenibile.
“Non c’è neanche da verificare la dinamica, cercare attenuanti per pesare la colpa; il pedone sarà sempre la parte debole, quella che dev’essere rispettata innanzi a tutto.
Avrebbe potuto attraversare anche fuori dalle strisce per errore, distrazione, fretta; non ci dovrebbe essere mai una situazione di pericolo per strada, e il pericolo viene dagli automezzi, quelle grosse scatole metalliche che non riescono ad andare a passo d’uomo, dove il parabrezza potrebbe avere un riflesso accecante, dove l’autista potrebbe in quel momento stare a cacciare una mosca o cambiare stazione alla radio o, peggio, rispondere al telefono.
Anche a 30 all’ora nell’impatto l’autista rimane illeso e il pedone va in ospedale.
Oggi c’era il sangue per terra su quelle strisce dove anch’io ho subito due volte un incidente, ma non è quello l’incrocio pericoloso, sono tutti. Ogni volta che due percorsi si incrociano c’è il rischio di incidente: quegli incroci vanno eliminati, va assolutamente data la precedenza al soggetto più debole, bisogna fare in modo che il soggetto più forte non arrivi a mettere a rischio il debole. Una persona non può uscire di casa col pensiero che la città sia un posto pericoloso.
Il Comitato Mobilità Sostenibile dal 2019 mette in evidenza le criticità di questa città, ha raccolto proposte dalla cittadinanza e ha partecipato alla presentazione della bozza del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, ma al momento di dover ufficializzare le proposte i proponenti della bozza non si sono più resi disponibili e vane sono state le mail all’assessora dell’epoca e al progettista, che non hanno avuto risposta.
Continueremo a insistere, staremo sempre a fianco dei più deboli, non contro le automobili, ma per un’educazione stradale e soprattutto per un piano della mobilità condiviso” – concludono dal Comitato Mobilità Sostenibile di Barletta.











