Un silenzio carico di sgomento ha avvolto, nella mattinata di oggi, sabato 2 agosto 2025, la zona industriale di Andria, la strada provinciale che conduce a Trani, dove un grave incidente sul lavoro ha ridestato l’attenzione sulla sempre più urgente questione della sicurezza nei cantieri.
Un operaio sessantaduenne, intento in operazioni manutentive all’interno di un capannone, è precipitato nel vuoto da un’altezza di circa quattro metri, impattando rovinosamente al suolo. Le sue condizioni sono apparse sin da subito critiche.
L’uomo, secondo una prima ricostruzione, stava operando sul tetto della struttura, probabilmente per interventi di manutenzione o ispezione, quando – per cause ancora in corso d’accertamento – avrebbe perso l’equilibrio precipitando nel vuoto, forse a causa della cedevolezza di un pannello o dell’assenza di adeguate protezioni. Non si esclude alcuna ipotesi.
A lanciare l’allarme sono stati i colleghi presenti sul posto, testimoni attoniti di un momento che ha mutato radicalmente il corso della giornata. I soccorsi del 118 sono giunti in tempi rapidi, prestando all’uomo le prime cure e procedendo all’immediato trasporto in codice rosso all’ospedale “Bonomo” di Andria, dove è attualmente ricoverato in prognosi riservata nel reparto di Rianimazione.
L’operaio ha riportato un grave trauma cranico, fratture multiple e lesioni interne, segni evidenti di un impatto violento e privo di mediazioni. La sua vita è appesa a un filo, sorretta soltanto dalla dedizione dei sanitari e dalla propria tenacia.
Sul luogo dell’incidente sono intervenuti anche gli agenti della Polizia di Stato e i tecnici dello Spesal (Servizio Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro) dell’ASL Bt, i quali hanno immediatamente avviato le indagini per accertare eventuali violazioni delle normative in materia di sicurezza.
La magistratura ha aperto un fascicolo d’inchiesta: si attendono ora riscontri dettagliati su misure di protezione adottate, formazione del personale e regolarità delle procedure operative.
Intanto, la comunità andriese si stringe con composta solidarietà attorno alla famiglia dell’operaio, nella speranza che la lotta disperata contro la morte si tramuti in un ritorno alla vita.
La redazione seguirà con attenzione ogni aggiornamento, nella consapevolezza che dietro le cronache di incidenti si celano volti, storie e sogni che meritano rispetto, giustizia e memoria.









