Nella placida cornice dell’agro andriese, il Borgo di Montegrosso da oggi, giovedì 14 agosto, e fino al 16 agosto 2025, si prepara ad accogliere l’annuale festa patronale in onore di Santa Maria Assunta e San Isidoro, un evento che intreccia misticismo, storia e folclore popolare.
La kermesse, orchestrata con cura certosina dal Comitato Festa Patronale e dalla Parrocchia S. Maria Assunta e S. Isidoro, si annuncia come un caleidoscopio di celebrazioni religiose e momenti di aggregazione, impreziosita da un programma fitto e calibrato.
Il preludio si è già avuto l’11, 12 e 13 agosto, con il solenne triduo guidato da Don Germina Acri, responsabile del Centro di Accoglienza, che ha condotto i fedeli in un cammino dal titolo evocativo: “Con Maria celebriamo il Giubileo”.
La giornata di oggi, 14 agosto, sarà dedicata alla celebrazione del XXV anniversario della Dedicazione della Chiesa Parrocchiale, un traguardo che suggella un quarto di secolo di vita liturgica e comunitaria.
Il 15 agosto, culmine della festività, vedrà la Solennità dei Santi Patroni con la Santa Messa presieduta da S.E. Mons. Luigi Mansi, Vescovo di Andria, seguita dalla storica processione per le vie della frazione e dallo spettacolo musicale “Senza Fine” con ATTILIO FONTANA e la sua band.
Il 16 agosto, infine, sarà la “Giornata di ringraziamento per gli ammalati e ricordo di quanti soffrono per le tante guerre nel mondo”, con la celebrazione eucaristica e un concerto dell’Orchestra Città di Andria, suggellando il tutto con la Tradizionale Incisione Giubilare.
A margine della locandina ufficiale, balza agli occhi un post scriptum dal sapore ironico e amaro:
“Quest’anno in obbedienza ai Vescovi non vi saranno fuochi d’artificio nel rispetto di quanti soffrono per le guerre in atto. Viviamo intensamente i momenti di preghiera e le attività folkloristiche in programma”.
Anche quest’anno quindi, niente fuochi pirotecnici ad Andria e Montegrosso. Un’assenza che stride con il fragore di luci e colori che altrove, anche in località di minor caratura, si accendono senza remore.
Viene spontaneo chiedersi: è forse Andria, e con essa la sua frazione Montegrosso, sorvegliata da un singolare zelo episcopale che vieta ciò che altrove è consuetudine?
Il quesito resta sospeso tra il serio e il faceto, ma la constatazione è amara: mentre in molte città i botti risuonano e le piazze si illuminano, qui la tradizione pirotecnica si è spenta, lasciando spazio a un vuoto che neppure le note di un’orchestra possono colmare.
Nonostante l’assenza dei fuochi, la festa di Montegrosso si preannuncia come un momento di intensa partecipazione, in cui fede e comunità troveranno nuovi modi per brillare.
Resta, però, il retrogusto di un’epoca in cui le celebrazioni erano complete, in cui la devozione saliva al cielo insieme alle scie luminose, e non si temeva che l’eco di un’esplosione potesse infrangere la sacralità dell’evento.








