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sabato, 18 Aprile 2026
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Andria – Sfrattato dall’alloggio popolare nel quartiere San Valentino: abusivo lo rade al suolo

L’edificio, teatro di occupazioni illecite e sgomberi forzati, è oggi un guscio devastato, erede di un atto d’odio volontariamente perpetrato

Una vicenda destinata a scuotere le coscienze si è consumata nel cuore di una palazzina popolare, in via Mola di Bari 20, nel quartiere San Valentino di Andria.

L’edificio, teatro di occupazioni illecite e sgomberi forzati, è oggi un guscio devastato, erede di un atto d’odio volontariamente perpetrato.

Al primo piano, un individuo, precedentemente entrato senza alcun titolo nella casa popolare, scacciando una famiglia abusiva, ha reiterato un’opera di devastazione estrema. A denunciare la condotta provocatoria, la sorella della precedente assegnataria, la quale aveva vissuto lì dopo la morte dei genitori, in attesa di una nuova assegnazione.

Le indagini della Polizia, attivate da una sua segnalazione, hanno fatto emergere che anche la donna non aveva alcun diritto all’occupazione dell’alloggio, assegnato un tempo ai suoi genitori.

Successivamente, l’abusivo ha confermato di avervi preso possesso per ignoranza rispetto al titolo legittimo dell’immobile, credendo che fosse disabitato: un atto che ha innescato una denuncia per occupazione senza diritto.

Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Trani, Domenico Zeno, ha emesso a fine luglio un decreto di sequestro dell’alloggio, affiancato da un piano che prevedeva il trasloco volontario della famiglia abusante: una concessione temporanea, che ha rispettato la dignità forse residuale di quelle vite altrimenti sospese.

Venerdì scorso, 22 agosto 2025, all’alba dello sgombero, la sorpresa: aperta la porta, la scena era talmente estrema da suscitare incredulità. Pavimenti sventrati, sanitari divelti, piastrelle sparse come macerie di un’anima disillusa: l’appartamento era ridotto a un cumulo di macerie.

Un gesto che sa di vendetta, un dispetto al sistema tanto quanto alla comunità più bisognosa, poiché l’immobile, di proprietà dell’Arca Puglia, oggi non è riassegnabile: reso completamente inagibile dall’assurda distruzione.

Oggi l’Arca Puglia, tornata legittima detentrice dell’alloggio, si trova di fronte a una doppia emergenza: la ricostruzione materiale dello spazio e la tutela morale della collettività tradita.

Nel corso del procedimento penale, in cui si valuterà anche il reato di danneggiamento volontario, l’ente si costituirà parte civile, marcando una ferma linea contro il sopruso e la prevaricazione.

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