- Pubblicità -spot_img
sabato, 16 Maggio 2026
HomeBarletta12 settembre 1943, l’eccidio di Barletta: una ferita che diventa memoria, una...

12 settembre 1943, l’eccidio di Barletta: una ferita che diventa memoria, una memoria che costruisce il futuro

Il 12 settembre 1943, in Piazza Caduti in Guerra, tredici civili, tra cui diversi vigili urbani che avevano partecipato alla resistenza contro l'occupazione nazista, furono fucilati dalle truppe tedesche

L’8 settembre 1943 rappresenta una data spartiacque nella storia d’Italia: l’annuncio dell’armistizio con gli Anglo-Americani sembrava finalmente segnare la fine di una guerra devastante.

A Barletta, come in tante altre città italiane, la popolazione scese in strada per festeggiare quella che appariva come una liberazione. Pochi, tuttavia, intuivano le drammatiche conseguenze che sarebbero seguite nei giorni successivi.

Il 12 settembre 1943, quattro giorni dopo quell’8 settembre che avrebbe dovuto portare la pace, la città della Disfida fu teatro di uno degli episodi più tragici e al contempo più eroici della sua storia moderna.

L’eccidio di Barletta si inserisce nel contesto più ampio della resistenza italiana all’occupazione nazista, ma porta con sé caratteristiche uniche che meritano di essere ricordate e tramandate.

La battaglia dimenticata

Contrariamente a quanto accadde in molte altre città italiane, dove l’annuncio dell’armistizio fu seguito da un rapido sbandamento delle forze armate, a Barletta si assistette a una coraggiosa resistenza. Le truppe italiane del presidio militare, guidate dal colonnello Francesco Grasso, non esitarono a opporsi all’avanzata delle forze tedesche che pretendevano di occupare la città.

Gli scontri non furono episodi isolati: già dall’11 settembre si erano verificati primi confronti armati, con i soldati italiani che dimostrarono un coraggio e una determinazione che smentivano la narrazione di un esercito allo sbando. In quei giorni cruciali, la città di Barletta divenne simbolo di una resistenza che molti credevano impossibile.

Il prezzo del coraggio

Il 12 settembre 1943, in Piazza Caduti in Guerra, si consumò il dramma più atroce. Tredici civili, tra cui diversi vigili urbani che avevano partecipato alla resistenza contro l’occupazione nazista, furono fucilati dalle truppe tedesche del maggiore Kurt Gröschke. Questo atto di rappresaglia rappresentò il culmine di una giornata che aveva visto scontri armati nelle strade della città.

La fucilazione di questi uomini, colpevoli solo di aver difeso la propria città e la propria dignità, costituisce una delle pagine più dolorose della nostra storia locale. Eppure, dal dolore può nascere la forza: quella stessa forza che oggi ci spinge a mantenere viva la memoria di quei giorni.

La memoria come dovere civile

Come Presidente dell’ANMIG – Associazione Nazionale fra Mutilati e Invalidi di Guerra, Sezione di Barletta, sento forte la responsabilità di custodire questa memoria. La nostra associazione, nata nel 1917 per tutelare i diritti di coloro che hanno sacrificato la propria integrità fisica per la Patria, rappresenta un ponte tra il passando e il presente, tra il sacrificio e la riconoscenza.

I mutilati e invalidi di guerra non sono solo testimoni di conflitti passati: sono custodi di valori universali come il coraggio, la dedizione e l’amore per la libertà. Valori che il 12 settembre 1943 brillarono con particolare intensità nelle strade di Barletta.

Il ricordo che non sbiadisce

Ogni anno, nel mese di settembre, la nostra città si ferma a ricordare. Non si tratta di una commemorazione rituale, ma di un momento di profonda riflessione collettiva. I monumenti e le lapidi che ricordano quei tragici eventi non sono mere testimonianze di pietra, ma inviti permanenti alla memoria attiva.

Ricordare significa innanzitutto comprendere: comprendere che la libertà non è mai scontata, che la democrazia richiede vigilanza costante, che i valori civili vanno difesi quotidianamente. I tredici fucilati di Piazza Caduti in Guerra ci insegnano che esistono principi per cui vale la pena sacrificarsi, ideali che non possono essere barattati con la sopravvivenza.

Costruire il futuro sulla roccia della memoria

Ma quale futuro può nascere da eventi così dolorosi? Il futuro che costruiamo ogni giorno, quando scegliamo di essere cittadini consapevoli piuttosto che sudditi passivi. Il futuro che si materializza quando trasmeiamo ai giovani non solo la cronaca degli eventi, ma il loro significato profondo.

L’ANMIG di Barletta, insieme alle altre associazioni combattentistiche e d’arma, lavora instancabilmente per mantenere vivo questo legame tra passato e futuro. Attraverso iniziative nelle scuole, commemorazioni, progetti di sensibilizzazione, cerchiamo di far sì che la lezione del 12 settembre 1943 non vada perduta.

Verso l’82° anniversario

Mentre ci apprestiamo a commemorare l’82° anniversario di quei tragici eventi, il nostro pensiero va non solo alle vittime di quel 12 settembre 1943, ma anche a tutti coloro che, in modi diversi, continuano a servire la comunità. La Medaglia d’Oro al Valor Militare conferita alla città di Barletta è un riconoscimento che ci onora e ci impegna.

Essa rappresenta non solo il premio per il coraggio dimostrato ottant’anni fa, ma anche la responsabilità di essere all’altezza di quell’esempio. Una responsabilità che l’ANMIG di Barletta accetta con orgoglio e porta avanti con determinazione.

Conclusioni: la memoria viva

Il 12 settembre 1943 non è solo una data sul calendario: è un appuntamento annuale con la nostra coscienza civile. È il momento in cui Barletta rinnova il patto con i suoi martiri, promettendo di non dimenticare il loro sacrificio e di continuare a costruire una società degna del prezzo da loro pagato.

Come Presidente dell’ANMIG di Barletta, invito tutti i cittadini a partecipare attivamente a questa costruzione quotidiana della memoria. Perché la memoria non è un museo polveroso, ma una forza viva che può illuminare il cammino verso un futuro migliore.

I tredici fucilati di Piazza Caduti in Guerra non sono morti invano se noi sapremo fare tesoro del loro esempio. Il loro sacrificio diventa seme di speranza ogni volta che scegliamo la giustizia invece dell’indifferenza, la verità invece del compromesso, la solidarietà invece dell’egoismo.

Questo è il nostro impegno, questo è il nostro dovere, questa è la nostra promessa: far sì che la memoria del 12 settembre 1943 continui a vivere e a ispirare le generazioni future.

A cura del Cav. Ruggiero Graziano, Presidente ANMIG Sezione di Barletta.

spot_img
- Pubblicità -spot_img
- Pubblicità -spot_img
spot_img

ATTUALITA'

- Pubblicità -spot_img
spot_img
- Pubblicità -
- Pubblicità -spot_img

Leggi anche

spot_img