“Era il 21 maggio quando denunciavamo pubblicamente la vergogna della rampa realizzata davanti al nuovo complesso residenziale sorto al posto dell’ex palazzo Enel di Viale Marconi: un’opera partorita fuori da ogni logica e soprattutto fuori norma, capace di trasformare un marciapiede in una trappola quotidiana per pedoni, anziani, genitori con passeggini e persone con disabilità“.
A dichiararlo è il Comitato di zona 167 di Barletta.
“Dopo la nostra denuncia, l’impresa si affrettò a scusarsi e a promettere “un tempestivo intervento correttivo”. Sono passati mesi e oggi, finalmente, scopriamo la “soluzione”: una rampeTTa, sì, scritta così, con la doppia T, perché più che un’opera pubblica sembra un giocattolino rabberciato, che pretende di mettere una toppa a un disastro progettuale e per il quale esisterebbe (ma non ne siamo certi) un verbale di allineamento quote che ne stabilirebbe le responsabilità di chi doveva fare e di chi doveva controllare.
Ebbene, definiamola senza mezzi termini: una farsa urbanistica. Altro che accessibilità universale, altro che sicurezza dei pedoni. Siamo di fronte a un rattoppo che non elimina i rischi, non restituisce dignità allo spazio pubblico e, soprattutto, non rispetta le normative vigenti.
(Decreto Ministeriale 14 giugno 1989, n. 236 e nel D.P.R. 24 luglio 1996, n. 503 Pavimentazione – Superficie: La superficie deve essere continua, priva di asperità e antisdrucciolevole. Coefficiente di attrito: Il coefficiente di attrito deve essere superiore a 0,40. Giunti e risalti: I giunti tra gli elementi della pavimentazione non devono superare i 5 mm e i risalti non devono essere superiori a 2 mm.)
Una soluzione improvvisata, concepita, forse, da qualche “archistar” convinto che la città sia vissuta da capre e non da persone, anziché un luogo in cui i cittadini hanno il diritto di muoversi senza rischiare la vita.
Domande, dunque, sorgono spontanee: Ma davvero questa sarebbe la risposta a un problema di sicurezza urbana? Davvero dobbiamo accontentarci di un pannicello caldo, spacciato come intervento risolutivo? Davvero nessuno, in Comune, ha avuto il coraggio di dire: “Fermatevi, rifate tutto da capo”?
Barletta si ritrova ancora una volta a fare i conti con una gestione approssimativa dello spazio pubblico, dove i cittadini diventano cavie di opere fuori norma, collaudatori involontari di soluzioni raffazzonate.
I cittadini residenti e noi del Comitato Zona 167 che ne siamo la voce non ci stiamo. Non ci facciamo prendere in giro da una rampa messa lì tanto per far tacere le proteste. Non accettiamo che si giochi con la sicurezza e la soprattutto con la dignità delle persone.
Non smetteremo di denunciare, con forza l’ennesimo teatrino in cui promesse, scuse e soluzioni di “cartone” cercano di coprire quello che resta: un fallimento progettuale e istituzionale grande quanto l’ex palazzo Enel abbattuto.
Ai cittadini va detto chiaro: quella rampa non è un segno di civiltà, ma la fotografia plastica di una città governata da superficialità e mancanza di rispetto. E se per camminare su un marciapiede bisogna continuare a lottare, noi saremo sempre dalla parte di chi lotta” – concludono dal Comitato di zona 167 di Barletta.












