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domenica, 15 Marzo 2026
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Andria – Scamarcio (Gen. Catuma): “Dopo la festa la realtà: basta fiction Sindaco!”

"Quella che doveva essere la festa della comunità, della devozione ai nostri santi patroni ed alle nostre radici, è sembrata piuttosto il lancio elettorale della Bruno"

La sindaca Giovanna Bruno ha deciso quest’anno di trasformare la Festa Patronale in un palcoscenico personale per la sua imminente campagna elettorale (regionali o comunali cambiava poco)” – la nota è a firma di Gaetano Scamarcio, Presidente Generazione Catuma.

“Dopo cinque anni di disorganizzazione e incuria, la festa è stata improvvisamente ben organizzata, soprattutto (in realtà) grazie all’apporto del nuovo Comitato della Festa di nomina vescovile.

Comitato col quale, ci giungono voci, vi sarebbero stati anche degli attriti dipesi, sempre, dalla solita voglia della sindaca di essere sul palcoscenico e di primeggiare. 

Perché parliamoci chiaro: quella che doveva essere la festa della comunità, della devozione ai nostri santi patroni ed alle nostre radici, è sembrata piuttosto il lancio elettorale della Bruno

Luci e fuochi d’artificio per coprire le mancanze di questi anni: un centro storico abbandonato, una TARI che continua ad aumentare, una città sporca, con una viabilità da horror.

Siamo anche reduci dall’ennesima estate andriese caratterizzata dal pressappochismo e dal dilettantismo dell’Amministrazione Bruno, con il cartellone “Restate ad Andria” che si è rivelato nient’altro che un ossimoro vista l’emorragia di “giovani e meno giovani” riversati nelle città limitrofe.

Possiamo affermare, infatti, senza timore di smentita, che l’unico momento degno di nota dell’estate andriese sia stato rappresentato dai tre minuti di Fedez e Clara in piazza Catuma.

Pare quindi giusto chiedersi come faccia il sindaco Bruno a rivendicare sui social e a mezzo stampa dei fantomatici risultati con tanto di lodi nei confronti degli evanescenti assessori Troia, Di Bari e Di Leo, di una città praticamente morta dal punto di vista culturale ed attrattivo. 

D’altronde non potevamo aspettarci di meglio da un sindaco che in questi anni è stato complice del degrado dell’Officina San Domenico, affidata agli amici degli amici, e della volontà di eliminare l’ei fu celebre “vigilia Andriese”. 

Francamente siamo stanchi di una politica che usa le tradizioni per mascherare l’incapacità e specula sul dolore (come avvenuto in recenti occasioni) per raccogliere consensi la città è stanca. 

Anche perché poi alla prova del nove in Consiglio Comunale ecco che, ancora una volta, la sindaca si trova ad elemosinare un voto di qua ed un voto di là, persino alle minoranze, dopo aver insultato le opposizioni in più di una occasione.

Una maggioranza che da diversi mesi è priva di numeri e che fa fatica ad approvare i provvedimenti. E che ha visto qualche settimana fa il durissimo scontro verbale, non ancora chiarito, tra la sindaca Giovanna Bruno e il presidente del Consiglio Comunale Giovanni Vurchio.

Ma oramai da questa Amministrazione non ci aspettiamo più alcun cambio di rotta: l’unico scopo è personalistico, far emergere la figura della Bruno sempre, solo e soltanto, dai matrimoni ai battesimi, dai funerali ai centenari, dai balli di gruppo alle manifestazioni culinarie. 

Ci permettiamo, però, solo un inciso finale sulla Festa Patronale: essa appartiene alla città, non a chi la usa come trampolino di lancio. Perchè è la festa del popolo e non di un sindaco che dovrebbe solo servire la città e non servirsene. 

È ora di risvegliare Andria da questo torpore e da questa Amministrazione che in 5 anni non ha migliorato un solo indice di vivibilità della nostra città e che annaspa, senza maggioranza, tra record negativi” – conclude Gaetano Scamarcio di Generazione Catuma.

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