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lunedì, 16 Marzo 2026
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Calcio – Serie D, al Fasano “solo” un’ammenda e una diffida dopo il caos contro la Fidelis Andria

Se gli episodi di Fasano-Andria verranno archiviati con una semplice ammenda, resta l’interrogativo più profondo: fino a che punto la giustizia sportiva può essere indulgente senza perdere autorevolezza?

In un clima di crescente tensione e rivalità sportiva, la gara del girone H di Serie D, valevole per l’8^ giornata di campionato, tra Città di Fasano e Fidelis Andria si è conclusa non solo con il verdetto del campo, ma anche con un pesante strascico disciplinare.

Dopo giorni di attesa e di indiscrezioni, è giunta la decisione ufficiale del Giudice Sportivo, che ha scelto la via della clemenza, sollevando non poche perplessità nel mondo calcistico locale.

Il Fasano “se la cava” infatti con una ammenda di 3.200 euro e una diffida, nonostante un referto che parla di episodi piuttosto gravi.

Secondo quanto riportato nella delibera ufficiale, “persone non identificate ma chiaramente riconducibili alla società avrebbero fatto indebito ingresso sul terreno di gioco, arrivando a spintonare in modo aggressivo alcuni calciatori avversari e dando origine a un vero e proprio principio di rissa“.

A ciò si aggiunge l’atteggiamento dei sostenitori biancazzurri che, sempre secondo il referto arbitrale, “avrebbero preso di mira un assistente arbitrale, bersagliandolo con oltre venti sputi, tappi di fumogeni, bottigliette e bicchieri di carta, alcuni dei quali avrebbero effettivamente colpito il direttore di linea alla schiena“.

Nonostante la gravità degli atti riportati, il provvedimento del Giudice Sportivo si è limitato, come detto, a una multa e a un richiamo formale, evitando sanzioni più severe quali la squalifica del campo o la disputa di gare a porte chiuse.

Sul fronte opposto, la Fidelis Andria vede sanzionato Facundo Agustín Marquez, fermato per una giornata a causa di un “intervento falloso nei confronti di un calciatore avversario in azione di gioco”.

In molti, tra addetti ai lavori e tifosi andriesi, hanno espresso stupore e indignazione per la misura giudicata “eccessivamente mite” rispetto ai comportamenti registrati.

C’è chi parla di una “sentenza soft”, di un’occasione mancata per lanciare un messaggio chiaro contro la violenza, fisica e verbale, che purtroppo continua a serpeggiare nei campi del calcio dilettantistico.

In un momento in cui la Federazione e la Lega Nazionale Dilettanti si fanno portavoce di campagne di sensibilizzazione sulla correttezza sportiva e il rispetto degli arbitri, la decisione odierna rischia di lasciare l’amaro in bocca a chi invoca maggiore rigore.

Il calcio di provincia, spesso intriso di passione genuina, non può permettersi derive che minino la sua credibilità. E se gli episodi di Fasano-Andria verranno archiviati con una semplice ammenda, resta l’interrogativo più profondo: fino a che punto la giustizia sportiva può essere indulgente senza perdere autorevolezza?

In attesa delle prossime giornate di campionato, la speranza è che il terreno di gioco torni a essere teatro di agonismo leale e rispetto reciproco, piuttosto che di intemperanze e tensioni extracalcistiche.

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