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giovedì, 12 Marzo 2026
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Andria – Rimossa la fontana storica nei pressi dello Stadio: la reazione dei cittadini

A una settimana dalla rimozione della fontana nei pressi dello Stadio degli Ulivi, Andria si interroga sul valore della memoria urbana e sull’importanza dei luoghi simbolo della quotidianità collettiva

Da oltre quarant’anni zampillava discreta ma costante, una sentinella d’altri tempi posta nel cuore del quartiere sportivo, tra viale Pasolini, via Bruno Buozzi e via Achille Grandi.

Era la fontana storica nei pressi dello Stadio “Degli Ulivi”, un piccolo ma prezioso punto di riferimento per chi correva al mattino, per i passanti accaldati, per i bambini che giocavano nelle sere d’estate.

Oggi, al suo posto, resta solo una lastra di cemento e un vuoto che non è soltanto fisico, ma profondamente emotivo e simbolico.

La fontana è stata rimossa da una settimana, con un intervento improvviso che ha colto di sorpresa molti cittadini. Nessun avviso, nessun cartello esplicativo. Solo l’assenza, improvvisa e silenziosa, di quel getto d’acqua che per decenni ha dissetato e accompagnato la vita di una comunità intera.

Abbiamo raccolto le impressioni dei residenti e dei frequentatori abituali della zona, visibilmente delusi e sorpresi.

C’è chi parla di degrado urbano travestito da riqualificazione, chi teme che la rimozione sia solo l’inizio di un più ampio smantellamento del carattere storico della zona.

Nel video realizzato durante le interviste, si percepisce nitidamente il sentimento condiviso: una malinconia composta, ma profonda, che accomuna generazioni diverse.

La fontana non era soltanto un arredo urbano: rappresentava una testimonianza viva del tessuto sociale di Andria.
Con la sua semplice architettura in pietra e i rubinetti metallici ormai consunti, aveva visto passare decenni di trasformazioni, partite di calcio, mercatini e passeggiate domenicali.

Nonostante la sua modestia estetica, era diventata un simbolo di continuità, un punto fermo nella geografia sentimentale dei cittadini.

Al momento, dal Comune non sono giunte comunicazioni ufficiali sui motivi della rimozione né su eventuali progetti di sostituzione o restauro.
L’assenza di chiarezza istituzionale ha alimentato un clima di smarrimento e indignazione civica, amplificato dai commenti sui social, dove molti chiedono il ripristino dell’amata fontana o almeno una spiegazione trasparente.

Nel frattempo, lo spazio dove la fontana sorgeva continua a essere attraversato da chi non riesce a rassegnarsi. Qualcuno si ferma, guarda il vuoto, e sospira.
Forse, come spesso accade, non ci si accorge del valore delle piccole cose finché non svaniscono.

In un tempo in cui le città cambiano volto con troppa rapidità, Andria scopre che la perdita di una fontana può significare molto più di quanto sembri: è la scomparsa di un frammento di memoria condivisa, di un gesto quotidiano che univa la comunità.

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