Alle prime luci dell’alba di oggi, mercoledì 5 novembre 2025, la cittadina di Trinitapoli è stata nuovamente teatro di un assalto al danno della tranquillità comune.
La filiale locale della Banca Popolare di Milano, ubicata in corso Trinità 13, è stata presa di mira da una banda, almeno quattro persone con il volto travisato, che hanno fatto esplodere lo sportello ATM mediante la cosiddetta tecnica della “marmotta”, ovvero l’introduzione di materiale esplosivo nell’erogatore di banconote.
La deflagrazione, registrata intorno alle ore 4.30 del mattino, ha provocato un boato che ha attirato l’attenzione di una pattuglia di Arma dei Carabinieri impegnata nel controllo notturno del territorio. Intervenuta tempestivamente, la pattuglia ha costretto i malviventi alla fuga, i quali hanno abbandonato il colpo senza bottino e dileguato nell’oscurità delle vie laterali cittadine.
Sul luogo dell’assalto sono intervenuti il nucleo artificieri, gli specialisti della sezione scientifica e i vigili del fuoco del Comando provinciale, al fine di eseguire i primi rilievi tecnici e garantire la messa in sicurezza dell’area, danneggiata dalla deflagrazione.
Questo episodio si configura come l’ennesimo tentativo ai danni della stessa filiale: lo scorso 12 settembre, ovvero pochi mesi fa, un analogo assalto era stato registrato, sempre con medesima tecnica e sempre destinato al medesimo sportello. La recrudescenza del fenomeno pone interrogativi sulla sicurezza degli istituti e sull’efficacia delle misure di deterrenza attuate fino a oggi.
Le autorità investigative hanno acquisito le immagini delle telecamere di videosorveglianza esterne ed interne, nonché avviato analisi sui frammenti rinvenuti dalla deflagrazione, allo scopo di risalire a modelli operativi, veicoli utilizzati e possibili basi logistiche dei malviventi. I cittadini, al mattino, si sono svegliati con la scia di paura e l’anomala presenza di transenne e segni di «violenza urbana» che pungolano la percezione della sicurezza pubblica.
L’episodio, per quanto privo di feriti, genera comunque un segnale allarmante.









