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sabato, 17 Gennaio 2026
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Bisceglie in lutto: il muletto si ribalta, 26enne perde la vita in un frantoio

Immediato è stato l’intervento dei militari dell’Arma dei Carabinieri e dei tecnici dello SPESAL della ASL BAT

Un tranquillo pomeriggio di novembre si è drammaticamente trasformato in tragedia nel piazzale di un frantoio alla periferia di Bisceglie.

Poco dopo le ore 19 di ieri, giovedì 20 novembre 2025, infatti, il giovane operaio Giovanni Belgiovine, di soli 26 anni, ha perso la vita dopo che il muletto che stava guidando si è ribaltato improvvisamente, travolgendolo e schiacciandolo al suolo.

Secondo la prima ricostruzione operata dagli inquirenti, il giovane si trovava all’esterno dell’impianto di lavorazione, situato in via San Pietro, quando, per cause ancora in corso di accertamento, il mezzo si è ribaltato e l’operaio è rimasto schiacciato. I soccorsi del 118, prontamente allertati, non hanno potuto che constatarne il decesso.

Immediato è stato l’intervento dei militari dell’Arma dei Carabinieri e dei tecnici dello SPESAL della ASL BAT, che hanno acquisito il mezzo, l’area del sinistro e la documentazione tecnica necessaria per l’accertamento dei fatti.

La Procura della Repubblica di Trani ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo, al momento nei confronti di ignoti, con l’obiettivo di chiarire eventuali carenze nella gestione della sicurezza sul lavoro e la dinamica dell’incidente.

Le autorità dovranno appurare, tra le altre cose, se la manovra fosse regolamentata, se il mezzo fosse conforme alle normative, se l’area fosse idonea e sorvegliata, e se siano state osservate le procedure obbligatorie. Il sequestro dei luoghi e dello stesso muletto costituisce un passaggio preliminare imprescindibile.

A riguardo sono intervenuti, con una nota, Dora Lacerenza, segretaria generale Flai Cgil Bat e Antonio Ligorio, segretario generale Flai Cgil Puglia.

“Ancora una tragedia sul lavoro, ancora un giovanissimo che non fa più ritorno dai suoi affetti dopo essere uscito di casa per guadagnarsi da vivere.

Una normale giornata che si è chiusa in tragedia, ogni volta speriamo che sia l’ultima e invece purtroppo constatiamo drammaticamente che di lavoro si continua a morire”.

“Naturalmente sono in corso le operazioni di verifica e controllo da parte degli organi preposti ma, nel frattempo, non possiamo non esprimere innanzitutto il nostro più profondo cordoglio alla famiglia del giovane lavoratore”.

“E poi anche alcune riflessioni perché la tragedia, consumatasi ieri in un frantoio, dove ha perso la vita un lavoratore di 26 anni, deve spingere gli addetti ai lavori e l’opinione pubblica a una presa di coscienza forte rispetto a un fenomeno che va affrontato in modo serio, è giunto davvero il momento di smettere di parlare di morti sul lavoro, queste sono morti per lavoro”, aggiunge Lacerenza.

Solo qualche giorno fa, un altro lavoratore in un sansificio di Canosa di Puglia era rimasto ferito perdendo tre dita della mano. Nel 2023 un altro incidente mortale accadde ad Andria, sempre in un frantoio.

“Da gennaio a luglio 2025 in Puglia l’Inail ha registrato 1.326 denunce di infortuni in agricoltura, una media di 6 infortuni al giorno. Gli infortuni mortali sono stati 8, un bilancio che come visto si aggrava di giorno in giorno. Tutto questo è inaccettabile”, tuona Ligorio.

“Purtroppo gli infortuni nei luoghi di lavoro, in Puglia, come nel resto del Paese stanno assumendo i contorni di una vera e propria strage, i controlli sono ancora insufficienti. La sicurezza sul lavoro non deve ritenersi un costo ma un investimento e pertanto bisogna agire di più sulla prevenzione e sulla capacità di costruire reti”, concludono i due dirigenti sindacali della Flai.

Al cordoglio e alla vicinanza alla famiglia si unisce anche il segretario generale della CGIL Bat, Michele Valente che punta l’accento anche sulla “necessità di garantire formazione nelle aziende, troppo spesso sottovalutata.

Dobbiamo ancora contare molte morti prima che istituzioni e mondo imprenditoriale comprendano la necessità di mettere al primo posto la sicurezza del lavoro e la salute delle lavoratrici e dei lavoratori?”.

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