In una mattina affollata in pieno centro cittadino a Trani, una scena apparentemente banale si è trasformata in un inganno pianificato e spietato.
Due giovani, con freddezza e calcolo, hanno inscenato un tamponamento contro un’automobile in transito lungo corso Imbriani, attirando l’attenzione del conducente con un rumore sinistro, quel “colpo sordo” che ha fatto scattare l’allarme.
L’uomo, tra sorpresa e preoccupazione, è sceso dal veicolo per verificare i (presunti) danni. Mentre veniva distratto dal primo truffatore, con gesti concitati e parole cariche di finta angoscia, il suo complice si è infilato silenziosamente nell’abitacolo.
È bastato un attimo: il malfattore ha afferrato un borsello dimenticato tra i sedili, contenente documenti e denaro, e i due malviventi si sono dileguati con rapidità.
Ciò che rende il fatto ancora più inquietante è il contesto in cui si è svolto. Non in un angolo isolato, bensì in una zona centrale, durante un orario di punta. Le forze dell’ordine, impegnate nelle vicinanze per motivi completamente estranei – in questo caso la presenza di seggi elettorali – non hanno potuto interferire tempestivamente. Questo ha concesso ai truffatori il tempo necessario per mettere in atto il raggiro senza enormi rischi.
Il meccanismo adottato è tanto semplice quanto efficace: simulare un incidente lieve per agganciare la vittima, sfruttare il suo naturale istinto di soccorso, quindi distrarlo il tempo necessario affinché un complice agisca indisturbato all’interno del veicolo. Il borsello, lasciato incautamente tra i sedili, è il vero obiettivo dell’azione criminale, non tanto il risarcimento del danno.









