In una mattinata che avrebbe dovuto essere tranquilla, la città di Trani è stata scossa da un episodio di inaudita ferocia: una donna, intenta a spingere il suo passeggino sul cavalcavia di Via Papa Giovanni XXIII, è stata aggredita da un malvivente su una bicicletta elettrica in un drammatico tentativo di furto che ha superato i confini dell’ordinarietà.
Erano circa le 11:00 di ieri, domenica 23 novembre 2025, quando il malintenzionato, a bordo della bici, ha avvicinato la vittima con la chiara intenzione di strappare la borsa. Ma la donna, animata da un coraggio determinato, ha resistito. Così lo scippatore, al primo fallito tentativo, è tornato indietro con una furia sproporzionata e le ha sferrato un violento pugno in pieno volto, provocandole un taglio al labbro.
Dopo l’aggressione, la donna, pur sotto shock, ha trovato la forza di spostarsi fino al seggio elettorale più vicino, dove ha denunciato l’accaduto: una reazione dignitosa, ma resa necessaria da un atto di criminalità così insolito nella sua modalità.
Questo episodio non può essere liquidato come un semplice scippo: è piuttosto il simbolo di un’escalation preoccupante nella violenza urbana. L’aggressore non ha avuto scrupoli nel ribellarsi al rifiuto e colpire con ferocia, dimostrando una pericolosa sicurezza criminale e un senso di impunità che inquieta profondamente la comunità.
Da più parti si levano già appelli: è urgente rafforzare la presenza delle Forze dell’Ordine, in particolare nelle aree periferiche e vulnerabili. La sicurezza dei cittadini, e soprattutto quella delle fasce più esposte, come donne e anziani, non può essere demandata al caso. Serve un presidio costante e capillare sul territorio.









