È accaduto tutto in pochi minuti, con la precisione chirurgica di chi ha pianificato ogni dettaglio e la spregiudicatezza di chi sa muoversi nelle pieghe dell’illegalità come un’ombra nella notte.
Un tir carico di olio extravergine, il nuovo “oro verde” dal valore stimato intorno ai 300 mila euro, è stato assaltato ieri mattina, lunedì 1° dicembre 2025, sulla Strada Regionale 6, trasformando un ordinario tragitto di lavoro in un incubo tramato da una banda composta, secondo le prime ricostruzioni, da almeno quattro persone.
L’autotrasportatore, un uomo di circa sessant’anni, è stato dapprima affiancato da un’auto sospetta, poi costretto a fermarsi. In un lampo, i malviventi lo hanno sequestrato, sottraendogli ogni possibilità di intervento mentre si impossessavano dell’intero carico di olio, destinato probabilmente a finire nelle maglie di un mercato parallelo sempre più florido, alimentato dall’impennata dei prezzi e dalla scarsità della produzione olearia.
L’uomo sarebbe stato trattenuto per oltre due ore, in una sorta di “prigionia itinerante”, fino a quando la banda lo ha liberato nei pressi di un’area di servizio di Stornara, nel Foggiano. Frastornato ma illeso, è riuscito a chiedere aiuto, dando così avvio alle procedure investigative.
Il suo racconto, lucido nonostante lo shock, costituisce oggi la base da cui gli inquirenti stanno cercando di ricostruire il profilo dei rapinatori: un gruppo organizzato, probabilmente non nuovo a operazioni di questo genere e capace di agire con rapidità, coordinazione e conoscenza del territorio.
Le indagini sono attualmente nelle mani della squadra mobile della Questura di Andria, che opera in sinergia con il commissariato di Canosa di Puglia. Gli investigatori stanno passando al setaccio ogni dettaglio: dalle telecamere di videosorveglianza lungo le arterie stradali, ai tabulati telefonici, fino alle modalità operative della banda, che ricordano analoghi colpi avvenuti negli ultimi mesi nella stessa zona.
Il furto di olio, ormai, non è più un episodio isolato né un semplice reato predatorio. È diventato un fenomeno strutturato, sintomo di un mercato parallelo che tenta di approfittare del valore crescente di un prodotto che, in Puglia, è storia, identità e ricchezza.
Il rialzo vertiginoso dei prezzi dell’extravergine ha trasformato le cisterne cariche di oro verde in prede appetibili per gruppi criminali specializzati, capaci di muoversi tra tratte autostradali e depositi come pirati moderni alla caccia di bottini silenziosi ma altamente remunerativi.
Non stupisce, dunque, che i furti di olio siano aumentati, soprattutto in un territorio, come quello tra Canosa, Barletta e Andria, che da sempre rappresenta uno dei cuori pulsanti della produzione olearia italiana.
Le indagini proseguono, nel tentativo di far luce su una vicenda che, più che una semplice rapina, appare come l’ennesimo capitolo di una guerra sotterranea per il controllo dell’oro verde pugliese.









