È stata una serata che in pochi minuti è passata dall’apparente normalità a un’oscura discesa nella violenza: domenica 7 dicembre 2025, poco dopo le 20:30, una giovane di quindici anni si trovava a passeggio per le vie del centro di Trani, in via San Giorgio, una delle strade più frequentate e dove l’atmosfera natalizia già faceva da cornice.
Accanto a lei c’era un’amica, ignara di quanto stava per accadere. All’improvviso, da un vicolo della cittadina, è sbucato un gruppo, formato almeno da cinque ragazzine della stessa età, che in un baleno l’hanno circondata.
L’origine dell’aggressione: una foto, un’immagine modificata con intento, pare ironico, condivisa poco prima via chat su un’applicazione di messaggistica tra la vittima, un’amica e due ragazzi.
Per quel gesto, probabilmente ritenuto da qualcuno offensivo, sarebbe scaturita una rappresaglia. La foto sarebbe stata inoltrata ad altri coetanei, fino a far sobbollire sentimenti di rancore: ed è così che da una chat privata si è scatenata la furia collettiva.
Le immagini dell’aggressione, che non ammette attenuanti, restano vivide nelle testimonianze: la ragazza è stata trascinata per i capelli, il volto schiacciato sul pavé, pugni e calci riversati senza pietà, sputi, insulti.
Uno spettacolo crudo sotto gli occhi degli astanti. Pare che nessuno si sia fermato a prestare soccorso.
L’unica ad intervenire è stata una commerciante, parente della vittima, che vedendola fuggire, è riuscita ad accoglierla nel proprio negozio. Solo allora, e dopo che l’onda di violenza si era consumata, qualcuno ha allertato i soccorsi.
Condotta al pronto soccorso dalla madre e dal fratello, la giovane ha riportato lividi su tutto il corpo, tumefazioni al volto, escoriazioni e un sopracciglio gonfio.
La prognosi dei medici parla di venti giorni, ma le ferite peggiori sembrano quelle invisibili: paura, smarrimento, umiliazione, lo strazio di sentirsi isolata proprio nel luogo che dovrebbe essere più sicuro, quello della propria comunità.









