Andria si prepara a vivere, nella mattinata di domani mercoledì 17 dicembre, una manifestazione dal forte valore civico e simbolico.
A promuoverla sono gli studenti del Liceo Classico “Carlo Troya”, che hanno deciso di portare fuori dalle mura scolastiche un disagio ormai divenuto strutturale, non più tollerabile né rimandabile.
Alla base della protesta vi è una cronica carenza di spazi, aggravata negli ultimi anni da un progressivo aumento delle iscrizioni che non ha trovato un’adeguata risposta da parte della Provincia di Barletta-Andria-Trani, ente competente per l’edilizia scolastica. Un silenzio istituzionale che, secondo i rappresentanti d’istituto, ha finito per tradursi in una quotidianità fatta di soluzioni tampone e di ambienti inadatti alla funzione educativa.
Le lezioni, infatti, non si svolgono più esclusivamente in aule pensate per accogliere studenti e sapere, ma vengono spesso dirottate in auditorium, spogliatoi della palestra, aula docenti, spazi concepiti per tutt’altre finalità e, in molti casi, privi di riscaldamento.
A ciò si aggiungono situazioni ancor più critiche: infiltrazioni d’acqua, muffa nascente, odori acri e persistenti, condizioni igienico-sanitarie che compromettono non solo il decoro degli ambienti, ma anche il regolare svolgimento delle attività didattiche.
Un quadro che restituisce l’immagine di una scuola costretta all’improvvisazione, lontana dagli standard minimi di sicurezza e vivibilità, e che solleva interrogativi profondi sul rispetto del diritto allo studio, sancito dalla Costituzione ma, nei fatti, messo quotidianamente alla prova.
La manifestazione si terrà dalle ore 08:30 presso Largo XXV Aprile, nei pressi della Villa Comunale, e coinvolgerà l’intera area pedonale limitrofa. Un luogo simbolico, cuore pulsante della città, scelto non a caso per rendere visibile una protesta che non vuole essere sterile contestazione, ma richiesta di dialogo, attenzione e interventi concreti.
Gli studenti chiedono spazi adeguati, dignitosi, sicuri. Chiedono che la crescita della comunità scolastica venga accompagnata da una pianificazione lungimirante e da una collaborazione istituzionale all’altezza del compito. Chiedono, in definitiva, di poter studiare in luoghi che non mortifichino l’entusiasmo, la concentrazione e la salute.
Quando a protestare sono gli studenti, è la società stessa che dovrebbe fermarsi ad ascoltare.









