E’ accaduto tra sabato 20 e domenica 21 dicembre 2025, quando ignoti hanno reciso con ferocia duecento ulivi secolari in un oliveto di Molfetta, trasformando un eden rurale in un camposanto di tronchi spezzati.
Il quadro che si dipana nell’agro barese è drammatico, quasi apocalittico: un secondo attacco, perpetrato dopo la mattanza di 487 alberi già abbattuti solo poche settimane fa, lascia ormai l’oliveto come un deserto di legno e polvere, un grido silenzioso contro l’impresa agricola e il paesaggio pugliese.
Il bersaglio di questa nuova devastazione è lo stesso terreno già colpito all’inizio di dicembre: un uliveto giovane, trapiantato appena quattro anni or sono, che doveva incarnare la rinascita e la robustezza della tradizione olivicola locale.
Al contrario, quell’appezzamento – curato con dedizione dall’imprenditore agricolo Mauro De Ruvo, presidente di Coldiretti Molfetta – si erge ora come simbolo di un’aggressione senza precedenti contro chi lavora la terra con onestà e fatica.
Secondo quanto denunciato da Coldiretti Puglia, l’atto non ha precedenti nella sua atrocità: non solo i duecento ulivi tagliati di recente, ma il totale accumulato supera ormai i 600 alberi decapitati in meno di un mese, in un’escalation che devasta l’economia e l’anima del territorio.
È difficile non leggere in questi gesti la matrice di una strategia intimidatoria. La distruzione di alberi – vivi e produttivi – equivale a un’offesa non solo contro un agricoltore ma contro l’intera comunità: contro la tradizione secolare dell’olivicoltura pugliese, contro la qualità dei prodotti del Made in Italy e contro il paesaggio che da generazioni alimenta identità e lavoro.
Per l’associazione agricola, l’attacco è la punta di un iceberg che va oltre il semplice danno materiale. «La quotidianità degli imprenditori è ormai costantemente minacciata – ha sottolineato Coldiretti – con incursioni che si susseguono da anni, costringendo gli agricoltori a vigilare i campi anche di notte».
La richiesta, vibrante e unanime, è di un rafforzamento immediato del presidio delle forze dell’ordine, per proteggere aziende, famiglie e l’intero patrimonio rurale.
Coldiretti esprime “fortissima vicinanza” all’imprenditore agricolo colpito, definendo l’episodio un attacco senza precedenti all’imprenditoria agricola e un monito urgente affinché non si consumino altri atti vandalici o criminali.









