Allarme e apprensione ieri mattina, mercoledì 7 gennaio 2026, nella periferia di Canosa di Puglia: un incendio di considerevole intensità ha avvolto un centro di accoglienza per migranti, costringendo le autorità e i soccorritori a un intervento repentino per arginare la furia delle fiamme e assistere gli ospiti colpiti dal fumo denso che si è propagato nei locali della struttura.
Secondo le primissime ricostruzioni investigative, il focolaio dell’incendio potrebbe essere riconducibile a una stufa utilizzata per il riscaldamento degli ambienti, che, presumibilmente a causa di un malfunzionamento o di un eccessivo accumulo di combustibile, ha scatenato l’innesco delle fiamme.
Sul luogo dell’evento si sono immediatamente portate le principali forze dell’ordine e i mezzi di soccorso: equipaggi specializzati dei Vigili del Fuoco hanno domato gli scoppi di fuoco, mentre personale sanitario del 118, coadiuvato da carabinieri e agenti della Polizia di Stato, ha prestato assistenza ai presenti, procedendo al trasferimento in ospedale di alcuni ospiti che avevano respirato il denso fumo tossico, in codice giallo di media gravità.
Le modalità e le cause dell’incidente sono al momento oggetto di approfonditi accertamenti da parte delle autorità competenti, che stanno esaminando ogni possibile elemento al fine di chiarire con precisione l’origine dell’incendio e valutare se sussistano eventuali responsabilità tecniche o strutturali.
Nonostante il momento di comprensibile spavento e lo spiegamento di mezzi impegnati, le condizioni degli intossicati non desterebbero, secondo le prime informazioni ufficiali, preoccupazioni particolari oltre il necessario monitoraggio sanitario, fatto che ha evitato il ricorso a scenari più drammatici.









