Con un gesto tanto simbolico quanto risoluto, un cittadino di Canosa di Puglia ha trasformato la sua protesta in un monito civile contro ciò che definisce “una ferita aperta alla tutela della salute pubblica”.
All’alba di oggi, lunedì 12 gennaio 2026, Sabino Armagno, uomo di 75 anni, si è incatenato davanti all’ex ospedale di Canosa, oggi sede di un punto di assistenza sanitaria medicalizzato, e ha intrapreso uno sciopero della fame con un obiettivo chiaro: ottenere un incontro con il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, e rivendicare la continuità dei servizi notturni di emergenza e assistenza medica nell’area.
Questa forma di protesta radicale nasce in reazione alla recente decisione dell’ASL BAT di sospendere temporaneamente, dal prossimo mese di febbraio, il servizio notturno del Punto Fisso Medicalizzato di Canosa e Trani.
La motivazione addotta dall’azienda sanitaria è la grave carenza di personale medico: sette professionisti infatti avrebbero lasciato il servizio, rendendo difficoltoso garantire turni di guardia nella fascia oraria notturna.
Armagno, con voce decisa e sguardo fermo, ha espresso la sua profonda indignazione per una scelta che, a suo avviso, mina i fondamentali diritti dei cittadini alla salute:
“Trovo inaccettabile la sospensione temporanea dei turni notturni del posto fisso medicalizzato, un servizio di cui io stesso ho avuto bisogno in passato”, ha dichiarato, ricordando come le previsioni del piano di riordino ospedaliero non siano ancora state pienamente attuate.
La protesta proseguirà fino a quando – ha promesso – non avrà una risposta concreta dalle istituzioni regionali. In un comunicato diffuso stamani, Armagno ha ribadito la sua richiesta: “Chiedo un incontro urgente con il presidente Decaro. Sciopererò della fame e resterò in catene finché non verrà garantito il diritto alla salute di tutti”.
La vicenda ha subito sollevato discussioni anche a Trani, dove la comunità locale osserva con preoccupazione l’evoluzione della situazione sanitaria. Secondo esponenti civici e rappresentanti di movimenti cittadini, la sospensione dei servizi notturni rischia di lasciare scoperti importanti livelli di assistenza non solo per chi vive emergenze impreviste, ma anche per le fasce più fragili della popolazione, che spesso si affidano ai punti di primo intervento sanitari nelle ore più critiche della giornata.
L’ASL BAT, da parte sua, ha spiegato che la chiusura temporanea dei turni notturni è una misura necessaria, per fronteggiare l’attuale carenza di medici, ma ha assicurato che le postazioni di emergenza non verranno del tutto abbandonate, pur evidenziando la necessità di nuove assunzioni per ripristinare i servizi a pieno regime.
Mentre l’anziano continua la sua astinenza alimentare e rimane incatenato presso l’ex ospedale, la comunità osserva e attende risposte che possano trasformare questo gesto estremo in un passo concreto verso un servizio sanitario più inclusivo e sicuro.










