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giovedì, 12 Febbraio 2026
HomeCronacaParco Alta Murgia, compensi non dovuti e danno erariale: 4 imputati

Parco Alta Murgia, compensi non dovuti e danno erariale: 4 imputati

La Procura ha individuato quattro ex presidenti dell’ente parco come corresponsabili sussidiari per la somma di circa 99mila euro nel totale contestato

In un’aula giudiziaria che richiama l’attenzione su anni di gestione e opacità amministrative, la Procura regionale della Corte dei Conti ha formalmente citato a giudizio l’ambientalista barese Fabio Modesti, 63 anni, ritenuto responsabile di aver percepito compensi per funzioni direttive che – secondo l’accusa – non gli spettavano.

Come riporta La Gazzetta del Mezzogiorno, quello odierno è l’epilogo di una indagine contabile che ha svelato un presunto danno erariale di circa 495mila euro, derivante da attribuzioni retributive ritenute indebitamente accreditate nell’arco di quasi un decennio.

La vicenda trae origine da un’ispezione del Ministero dell’Economia che ha messo in luce una serie di irregolarità nella nomina e nei compensi percepiti dall’ex direttore “facente funzioni” del Parco nazionale dell’Alta Murgia.

Secondo gli atti citati dai magistrati, Modesti avrebbe espletato, dal febbraio 2011 al luglio 2019, compiti tipici di un direttore generale senza possedere i requisiti di legge previsti per l’accesso a una posizione dirigenziale nella pubblica amministrazione: in primis la laurea specialistica necessaria e, per gli enti parco, l’iscrizione all’albo professionale del Ministero dell’Ambiente – requisito mai comunicato all’autorità centrale.

L’accusa contabile contesta inoltre che la mancanza di trasparenza e la mancata comunicazione al Ministero competente siano state attuate “in piena consapevolezza e con dolo”, con l’evidente intento di consolidare un incarico che mai avrebbe dovuto essere ricoperto, e di conseguenza beneficiare di trattamenti economici non dovuti.

Non si tratta di un episodio isolato, ma di un lungo arco temporale in cui la sovrapposizione di ruoli e funzioni ha generato un presunto danno alle finanze pubbliche che adesso sarà valutato nel corso del processo. La Corte dei Conti ha infatti ritenuto fondato il quadro accusatorio e ha disposto l’imputazione del dirigente barese, ritenendo che i compensi percepiti per lo svolgimento di tali mansioni non fossero giustificati dal diritto e dalle norme amministrative vigenti.

Accanto a Modesti, la Procura contabile ha individuato quattro ex presidenti dell’ente parco come corresponsabili sussidiari per la somma di circa 99mila euro nel totale contestato.

A loro viene attribuita, in qualità di vertici dell’ente nel periodo esaminato, una quota di responsabilità per non aver vigilato con la dovuta diligenza sulla legittimità delle attribuzioni e dei relativi trattamenti economici conferiti al direttore.

La difesa di Modesti, in sede extragiudiziale, sostiene invece che la nomina sia avvenuta in modo formale e che tutte le disposizioni siano state eseguite “su indicazione dell’organo politico”, rigettando quindi la ricostruzione accusatoria che parla di conflitto di interessi e omissione dolosa.

Questo sarà uno dei nodi centrali da dipanare nel corso del giudizio, chiamato a stabilire se vi sia stato un effettivo pregiudizio per l’Erario e quali siano state le responsabilità, individuali e collettive, dei soggetti coinvolti.

La vicenda solleva inoltre riflessioni più ampie sulle pratiche di nomina negli enti pubblici, sulla trasparenza nella comunicazione istituzionale e sui meccanismi di controllo interno, elementi oggi al centro di un processo che promette di essere seguito con interesse non soltanto nelle aule giudiziarie, ma anche nell’opinione pubblica pugliese e nazionale.

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