È una decisione destinata a segnare una data storica per la città.
Lunedì prossimo, 26 gennaio 2026, il Consiglio Comunale di Trani voterà l’approvazione del regolamento sull’imposta di soggiorno, colmando un vuoto normativo e allineando la città alle principali mete d’arte e di mare italiane.
Non si tratta di un semplice adeguamento fiscale, ma dell’introduzione di uno strumento ordinario di efficienza amministrativa, indispensabile per finanziare e sostenere l’eccellenza dell’accoglienza.
La lunga assenza di questa tassa non è stata frutto di inerzia, ma di una precisa posizione di prudenza e onestà intellettuale da parte dell’amministrazione guidata dal sindaco Amedeo Bottaro. Chiedere un contributo economico ai visitatori senza prima aver garantito un’offerta di servizi adeguata non sarebbe stato corretto.
Oggi, di fronte all’inarrestabile crescita dei flussi turistici confermata dai numeri record del 2024, il percorso è giunto a maturazione. Trani è pronta a fare questo passo, forte di un sistema ricettivo consolidato.
Il cuore del provvedimento risiede nell’estrema trasparenza sull’utilizzo dei fondi. Il regolamento vincola in modo puntuale la destinazione del gettito, stimato tra i 40 e i 50 mila euro annui, esclusivamente a interventi in materia di turismo.
I proventi serviranno a potenziare i servizi di assistenza ai visitatori e a finanziare la manutenzione e il recupero del patrimonio culturale e ambientale. Inoltre, una quota fondamentale andrà a coprire i maggiori costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, assicurando il decoro urbano proprio nei periodi di massimo afflusso.
Una sintesi condivisa grazie anche al dialogo preventivo con gli operatori del settore e le associazioni locali, come Visit Trani.
A definire l’importo esatto del tributo sarà prossimamente la Giunta, ma l’indirizzo politico è chiaro e punta sulla leggerezza: l’ipotesi più accreditata, in linea con le richieste delle categorie, è di una tariffa compresa tra 1 e 1,50 euro a notte.
Ampio spazio è stato inoltre riservato al principio di equità sociale. L’imposta non si applicherà, infatti, ai minori di sedici anni, alle persone con disabilità grave e ai loro accompagnatori. L’esenzione è stata elegantemente estesa a chi viaggia per necessità o servizio: dai lavoratori stagionali del settore ricettivo, agli autisti e guide turistiche, fino agli appartenenti alle forze di polizia, ai vigili del fuoco in servizio e ai volontari impegnati in attività di soccorso.
Dopo il voto del Consiglio e la successiva determinazione delle tariffe da parte della Giunta, si completerà un iter che trasforma un tributo in una leva di crescita. Un esempio di come la politica, semplificando le procedure, possa tradurre le risorse in un beneficio diretto per la collettività.









