In una giornata intrisa di solennità e di profonda riflessione, la città di Andria ha scritto oggi, martedì 27 gennaio 2026, un nuovo, commovente capitolo della sua memoria collettiva.
Nei silenzi rispettosi del Camposanto cittadino, un albero vigoroso e ancora giovane è stato piantato, simbolo vivente della Memoria perpetua, radicato nel terreno e nell’anima della comunità, per ricordare, con la forza della natura, le vittime dell’Olocausto e l’imperativo morale che la memoria non conosca oblio.
La cerimonia, sobria ma carica di senso, si è svolta questa mattina alle ore 10 nell’area prospiciente l’ingresso laterale di via Santa Lucia, promossa da Andria Multiservice spa con il sostegno istituzionale e civile dell’Amministrazione comunale.
A dare inizio all’evento sono state parole dense di significato, pronunciate dalla sindaca Giovanna Bruno, che ha invitato tutti a considerare il 27 gennaio non come una semplice data sul calendario, bensì come un richiamo quotidiano alla dignità umana e alla vigilanza contro ogni forma di odio e discriminazione.
La prima cittadina ha ricordato che “il Dovere della Memoria deve essere un esercizio costante”, un invito alla conoscenza e alla compassione che va oltre il semplice rito commemorativo; un monito ad educare le giovani generazioni ai valori della pace e del rispetto umano.
Lucide e vibranti sono state anche le parole di Antonio Griner, amministratore unico di Multiservice: l’albero, forte e austero, rappresenta un patto con il futuro, un segno tangibile dell’impegno civico a custodire la memoria storica come documento di verità collettiva.
Una targa ricorda il monito di Elie Wiesel, Premio Nobel per la Pace: “Per i Morti e per i Vivi occorre Testimoniare”.
Alla cerimonia commemorativa ha preso parte l’assistente spirituale di Andria Multiservice, don Geremia Acri, che ha accompagnato i presenti in una riflessione silenziosa e partecipata.
La chiamano Giornata Internazionale della Memoria delle Vittime della Shoah, ma ciò che oggi si è respirato ad Andria è molto di più: è stato un rito di umanità, un invito a coltivare la memoria come giardino fertile nel cuore di ogni cittadino.
In un mondo turbato da conflitti e tensioni, dove le cicatrici della storia possono talvolta sembrare sbiadite, questo gesto «verde» si erge come ammonimento e promessa: riconoscere il passato affinché l’orrore non possa mai più ripetersi.
Nel resto d’Italia e del mondo, in occasione dello stesso giorno, istituzioni, scuole e comunità si sono mobilitate con cerimonie, momenti di riflessione culturale e programmi speciali dedicati alla memoria della Shoah: eventi televisivi, concerti e incontri pubblici volti a tenere viva la coscienza collettiva e a trasformare il dolore del passato in costruttivo vigore civile.
Così, tra le radici affondate oggi nella terra andriese e le voci di chi ricorda, si rinnova una promessa solenne: non dimenticare mai, perché ricordare è rendere umani ogni giorno.























