Ad Andria, in piazza Trieste e Trento, il sorgere del sole segna l’ennesimo capitolo di un disagio che si trascina ormai da settimane.
È qui, davanti agli Uffici comunali, che ogni mattina, già dalle ore 6:00, si formano code silenziose e pazienti di cittadini in attesa di rinnovare la propria carta d’identità. Un’attesa che spesso si consuma nel freddo pungente e, non di rado, nella delusione di dover tornare indietro senza aver ottenuto alcun risultato.
La segnalazione giunge da un cittadino esasperato, che denuncia i disservizi quotidiani che si verificano nella sede comunale, ed è testimone diretto di una situazione che da circa un mese appare immutata e, anzi, sempre più gravosa.
Tra le persone in fila figurano molti anziani, costretti a lunghe permanenze all’aperto, in condizioni poco consone a un servizio pubblico che dovrebbe essere improntato ad efficienza ed umanità.
Il rammarico maggiore nasce proprio nel vedere i più fragili affrontare un sacrificio che troppo spesso si rivela vano.
A rendere il quadro ancora più sconfortante è l’assenza di valide alternative digitali. Il sito governativo dedicato alla prenotazione degli appuntamenti per il rilascio della carta d’identità elettronica, una volta selezionata la città di Andria, non offre alcuna disponibilità.
Il sistema consente di indicare il Comune prescelto, ma il calendario risulta costantemente privo di date, rendendo di fatto impossibile fissare un appuntamento online. Un cortocircuito amministrativo che priva i cittadini di ogni via d’uscita.
All’interno degli uffici comunali di piazza Trieste e Trento, la situazione non appare più rassicurante. Secondo quanto riferito, “su quattro impiegati presenti, soltanto uno si occuperebbe concretamente delle pratiche di rinnovo“.
Una sproporzione evidente che rallenta l’iter, esaspera l’utenza e contribuisce a rendere il servizio inefficiente. L’ipotesi più ragionevole, e auspicabile, sarebbe un potenziamento del personale dedicato, capace di snellire le procedure e ridurre le attese ormai divenute insostenibili.
Quella che emerge non è una sterile lamentela, bensì una richiesta di attenzione e responsabilità. In un’epoca in cui la pubblica amministrazione si proclama sempre più digitale e vicina al cittadino, lasciare un’intera comunità senza soluzioni concrete, né online né allo sportello, rappresenta una contraddizione difficile da giustificare.
La speranza, affidata a questa segnalazione, è che le istituzioni competenti intervengano con urgenza per restituire dignità ed efficienza a un servizio essenziale.
Perché nessun cittadino dovrebbe essere costretto a sfidare l’alba e il freddo, davanti agli uffici di piazza Trieste e Trento, per vedersi riconosciuto un diritto fondamentale: quello alla propria identità.











